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giovedì 30 aprile 2009

Modus operandi



Stralci della perizia De Fazio sull'analisi dell'azione


"...appare evidente che l'attuazione dei delitti in notti di novilnio non po' essere un fatto casuale ma una scelta dettata da cautela, il che dispone per una precisa premeditazione. Alle stesse conclusioni porta il riscontro di una concentrazione dei delitti nei giorni di fine settimana, qualunque sia il significato di tale scelta"

"Anche la situazione, il set del delitto, si presenta piuttosto costante ed implica in una certa misura la scelta dei siti, quantomeno come ricerca dei luoghi in cui possono trovarsi coppiette appartate in macchina (spesso vicino a luoghi di ritrovo quali, ad esempio, discoteche)"

"La costanza degli aspetti situazionali e vittimologici induce a pensare ad un loro intrinseco valore di stimolo eccitatorio, come se fossero parte fondamentale delle fantasie sessuali, dei desideri, delle prefiguraioni, delle modalita' di gratificazione sessuale dell'omicida...l'azione sembra a lungo prefigurata, come se fosse la recita di un copione ben noto in cui non trovano nessuno spazio varianti dettate da istanze soggettive momentanee o improvvise"

"...appare sempre prioritaria da parte dell'omicida l'intenzione di uccidere le vittime, e di essere certo della loro morte, rispetto alle azioni successive..."

"nella sequenza omicidiaria in esame, il contatto con le vittime appare ridotto al minimo indispensabile, sia nella fase omicidiaria vera e propria sia in quella preparatoria ed esecutiva dell'escissione. Costante appare il disinteresse sadico sessuale per le vittimie di sesso maschile... Le armi sono sempre state asportate dal luoigo del delitto"

"i delitti hanno in comune una notevole freddezza, agilita', efficacia nell'azione che appare condotta come se l'autore fosse stimolato dalle difficolta', pronto a non cedere di fronte agli imprevisti pur di portare a termine lo scopo prefissato, vale a dire quello di un duplice esito letale"

"E' da escludersi decisamente un azione di tipo collettivo, tipo violenza di gruppo, che...non arriva mai al lust murder vero e proprio"

Questi delitti appartengono ad una sessualita' completamente o quasi completamente narcisistica che si appaga esclusivamente in fantasia e nella rievocazione e o riproduzione di situazioni stimolo
Tutto questo indipendentemente da un rapporto interpersonale diretto ed ancor piu' in modo relativamente indipendente dalle stimolazioni meccaniche sui genitali quali avvengono nel coito e nella masturbazione

E' lecito quindi supporre nell'omicida un abitus sessuale connotato da impotenza assoluta o da un accentuata inibizione al coito



Hazelwood - Dark Dreams

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L'uso dell'arma da taglio

Stralci dell perizia De Fazio del 1984 riportati dalla difesa di Mario Vanni durane il dibattimento del 25 Maggio 1997

Sulle ferite alla donna nell'omicidio di Borgo del 1974-pag.26:

"Buona disposizione simmetrica di quelle inferte a livello del pube che sembrano delineare un area pressoche' simile a quella corrispondente alle mutilazioni inferte nei successivi casi"

"si sottolinea in particolare la ferita del lato dx del pube perche' ubicata a ore 10, in posizione analoga all'incisura che comparira' in tutti e tre i casi di asportazione occorsi successivamente"

I rilievi peritali sembrano quindi suggerire che gia' nel 1974 il maniaco abbia potuto idealizzare le successive mutilazioni senza pero' ancora averne la capacita' tecnica, o la necessita' psicologica

Riferimenti alle escissioni operate nel delitto di Calenzano:
"l'escissione comincia sul margine laterale dx a ore 10, con un intaccatura superficiale simile a quella del margine precedente. I margini sono netti e non infiltrati"

-pag.52: " l'escissione dei tessuti pubici e perineali e' eseguita anche questa volta con buona tecnica e la lesione presenta evidenti analogie con quella relativa al caso precedente (di scandicci ). In entrambi i casi i margini sono netti e pricisi ed e' riscontrabile una stessa incisura sul margine destro del pube nella stessa posizione ad ore 10. L'area escissa e' pero' questa volta decisamente piu' estesa, fino ai tessuti perineali, mentre negli altri due casi, quello precedente del giugno 81 e quello successivo del Luglio 84, essa e'limitata alla regione pubica con parziale (1981) o totale (1984), rispetto delle grandi labbra
Da sottolineare che una cosi' vasta escissione ha comportato problemi tecnici rilevanti,
il ritorno (1984) alla prima modalita' potrebbe essere correlata ad essi o ai problemi di conservazione e \o utilizzazzione di una parte anatomica piu grande, piu' regolare, piu' ricca di tessuto adiposo"

"a parte cio' le predette lesioni segnalano una tecnica sicura ed omogenea. Il taglio appare molto netto come se fosse stato effettuato con una lama molto tagliente, e con fredda decisione da parte di un soggetto pratico e che usa uno strumento molto affilato, posto in essere probabilmente da un destrimane come si evince dalla costante presenza di un incisura al terzo superiore del margine pubico destro, probabilmente sede di partenza del taglio, ad ore 10"

Questa sostanziale uniformita' d'esecuzione appare sorprendente in base al tentativo sperimentale di riprodurla con un numero significativo di volontari

"una verifica sperimentale si e' ottenuta utilizzando un campione di 20 soggetti opportunamente selezionati anche in riferimento all'esperienza, o meno, di pratiche settorie, nei confronti dei quali e' stata dimostrata una costante e significativa difformita' d'esecuzione dei tagli"

Si conclude dicendo che:
"si tratta di un soggetto abile nell'uso dello strumento da punta e taglio ma non necessariamente esperto di tecniche settorie o chirurgiche"

Seconda perizia De Fazio del 1985

pag 56:
"...che fa supporre una costante ed uniforme modalita' di azione, e l'impiego di uno stesso strumento tagliente, e identico, ad opera di una stessa persona, tra un episodio lesivo e l'altro. Tutto questo e' documentato dall'analisi computerizzata d'immagini."

Nel dibattimento del 1994 il perito Pierini esplica la tipologia dell'analisi computerizzata.

Le 4 escissioni furono analizzate normalizzando le diverse caratteristiche anatomiche delle vittime attraverso punti di raffronto localizzati alla radice delle cosce e all'ombelico. Dopo aver parametrizzato le foto e averle convertite a 256 toni di grigio si passo' all'elaborazione di confronto da cui emerse una cosatnte regione ellittica sovrappnibile tra tutti i reperti sia per area che per perimetro, ad eccezione del caso 2 (delitto di Calenzano) che comunque mostrava un ellissoide con lo stesso rapporto tra semi asse maggiore e minore degli altri casi.
Si intraprese un analisi anche per saggiare le differenze di profondita' di taglio calcolata attraverso il livello di luminosita' secondo la riflettanza diversa dei tessuti. Sorprendentemente questo parametro risulto' costante in tutti e 4 i casi.
La stessa comparazione di immagini evidenzio' incontrovertibilmente anche la sovrapponibilita' delle incisure di partenza del taglio che non solo avevano la stessa topologia (a ore 11) ma anche le stesse dimensioni (l'incisura corrisponde a dove la lama parte e tornas a fine escissione ovviamente con uno sfasamento che produce sulmargine della ferita un lembo triangolare caratteristico)

Con riferimento alla lama, in particolare al delitto del 1985, e all'escissione operata sul pube e sul seno -pag.69:
"a quest'ultimo proposito le indagini praticate hanno consentito di stabilire con maggiore verosimiglianza rispetto al passato le caratteristiche dell'arma bianca, nel senso che si tratta presumibilmente di un coltello dotato di una lama robusta, e con due fili di taglio, di cui uno forse zigrinato, corrispondente ad esempio ad un modello sportivo"

Questa indicazione contravviene le precedenti, in base alle quali la lama doveva essere un monotagliente con costola abbastanza spessa. Nel caso la valutazione ultima scaturisca esclusivamente dai segni lasciati a margine della lesione al seno (vedi scena del crimine 1985), si potrebbe (considerazione personale) viceversa pensare ad un coltello di tipo militare con un lungo tratto a filo liscio e con l'ultimo tratto zigrinato:


Una lama comunque con un filo liscio di almeno 10 cm seguito poi da quello zigrinato
In alternativa un coltello con secondo filo con costola seghettata nella parte terminale:







In conseguenza delle lesioni sul tessuto osseo del giovane francese, nel 1985 si formularono ipotesi piu' circostanziate sulle caratterisiche della lama, che, olre ad avere un doppio filo di taglio (di cui uno zigrinato), avere una lunghezza tra i 15 e i 20cm e una larghezza di 3cm, dovrebbe presentare un inclinazione del filo di taglio principale di circa 20°. La stessa morfologia doveva sottendere una qualche forma di carenatura della lama che ancora di piu' poteva far pensare ad un modello di tipo sportivo.


Numero di ferite da taglio escluse le mutilazioni:

Caso Uomo Donna
1968 0...... 0
1974 2.......96
1981 3.......0
1981 4.......2
1982 0.......0
1983 0.......0
1984 10..... 2
1985 13..... 1
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Uso dell'arma da fuoco
annonumero di colpi sparatinumero di colpi a segnonumero di colpi mortali
:uomo



:donna
19688?823
19748(10?)8(10?)20
19817722
19817(9?)922
19829611
1983771,1

19846(5?)521
19859801

Bossoli rinvenuti all'interno dell'auto

1968 2 bossoli
1974 0 bossoli* I bosssoli non furono repertati nell'immediatezza del delitto
1981 3 bossoli giugno
1981 1 bossoli ottobre
1982 1 bossoli
1983 2 bossoli
1984 4 bossoli
1985 1 bossoli* In questo caso i giovani non erano all'interno di un veicolo ma di una tenda

Bossoli rinvenuti all'esterno

1968 3 bossoli
1974 5 bossoli
1981 4 bossoli giugno
1981 6 bossoli ottobre* (9 secondo La Nazione 25 Ott)
1982 8 bossoli
1983 2 bossoli
1984 1 bossoli
1985 8 bossoli

Bossoli complessivamente rinvenuti

1968 5 bossoli
1974 5 bossoli
1981 7 bossoli Giugno
1981 7 bossoli Ottobre
1982 9 bossoli
1983 4 bossoli
1984 5 bossoli
1985 9 bossoli

Nel 1968 il generale I.Zuntini suggerì dai rilievi che si trattasse di una beretta LR cal.22 mod.73\74, costruita probabilmente nel 1959. Successivamente il perito Iadevito esegui' una comparazione delle caratteristiche di percussione su ben 640 pistole del modello 70, sequestrate per l'occasione ad altrettanti propietari residenti nella provincia di Firenze. Tale analisi comparativa porto' il perito ad indicare come maggiormente compatibile con l'arma dei delitti una beretta modello 71 costruita nel 1964. Le cartucce calibro 22 LR dovrebbero provenire invece da due o piu' probabilmente tre lotti prodotti tra il 64 e il 68. Certamente comunque la datazione e' precedente al 1981 poiche' la Winchester cambio' punzone da H a W proprio a quel tempo. Sempre il perito Iadevito,in occasione della perizia commissionatagli a Marzo del 1984, effettuera' un indagine merceologica sull'origine delle cartucce che lo portera' a identificare un campione nelle disponibilita' degli archivi Interpol che mostrava alcune analogie di linee nella forma dell'H stampata sul fondello. In particolare il campione portava lo stesso difetto nella conformazione della stanghetta inferiore dx di quello mostrato sui bossoli usati dall'omicida. Partendo dalla considerazione che era stato usato un punzone originato dalla stessa matrice, e valutando che detto punzone veniva sostituito settimanalmente, pur non sapendo in realta' per quanti punzoni venisse usata una stessa matrice, considero' altamente probabile che quanto meno l'anno di produzione potesse essere coincidente tra campione e reperti. La presenza del numero di stampatrice sulla scatola del campione permise di datare con l'aiuto della casa produttrice l'anno 1966. E' possibile che l'arma sia stata acquisita contemporaneamente ad almeno una confezione di munizioni a ogiva ramata, sebbene l'assassino possa avere avuto la disponibilita' immediata anche di una o piu' scatole di cartucce a piombo nudo (informazioni sulle caratteristiche della punzonatura sono reperibili QUI) che pero' comincerebbe ad usare solo successivamente al 1974. Nel caso i proiettili fossero sempre gli stessi dalla meta' degli anni '60 se ne potrebbe dedurre l'acquisizione funzionale all'omicidio del 68, magari per cessione o furto.
Quest'ipotesi fu' del resto attentamente vagliata gia' dall'81, senza pero' che si pervenisse ad alcun risultato considerando anche i problemi dovuti alla distruzione dei registri di molte armerie avvenuti con l'alluvione del 1966. Nel 1981 si stimo' che in conseguenza di quella catastrofe non era piu' possibile ricostruire i dati di almeno 2500 pistole di quel tipo (La Nazione Ott 1981). Altri due elementi caratterizzanti l'arma da fuoco, ed il suo uso, sono il percussore piuttosto usurato, difetto che non ha pregiudicato evidentemente l'efficienza della pistola, e il rilevamento (probabilmente errato N.B.) in un caso di 10 colpi sparati, cosa per la quale si e' supposto o l'uso di un caricatore sovradimensionato(la beretta 73\74 ha il caricatore a 10 colpi) o il sovracaricamento forzoso del serbatoio standard da 8 colpi. In base a questa ipostesi si e' speculato sul livello di conoscenza delle armi da fuoco da parte dell'assassino che pur non mostrando particolari doti da tiratore avrebbe una certa dimestichezza pratica con tali strumenti.




Proiettili repertati


1968 palle ramate 5
1974 palle ramate 8
1981 palle a piombo nudo 7
1981 palle a piombo nudo 7
1982 palle a piombo nudo 4?
1983 palle a piombo nudo + palle ramate (almeno una) 2 integre piu' i frammenti di altre tre
1984 palle a piombo nudo 5 (forse una dlle 5 e' ramata)
1985 palle a piombo nudo 4?


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Interazione e manipolazione della scena



L'assassino interagisce con la scena del crimine secondo precisi dettami funzionali all'uccisione delle vittime, in modo che questa fase risulti il piu' efficace e rapida possibile. Tranne che nel 1974, l'esecuzione omicidiaria manca di qualunque elemento sadico e mai risulta un attenzione di tipo sessuale nei confronti delle vittime che non riguardi l'accanimento sui genitali operato post mortem, ne viene rinvenuta alcuna traccia di attivita' sessuale agita (totale assenza di liquido seminale) tanto da far ipotizzare la presenza di un soggetto affetto da iposessualita' grave o vera e propria impotentia coeundi . Nel caso di Borgo in realta' non si puo' affermare lo stesso solo in virtu' della sopravvivenza della ragazza all'attacco con l'arma da fuoco. Del resto, nel successivo uso dell'arma bianca l'assassino apparentemente cerca di recuperare al precedente errore in modo rapido e senza indugiare sadicamente sulla vittima ancora viva. Nel complesso quindi si potrebbe riportare anche questo episodio nll'ambito esecutivo dei successivi.

Anche la manipolazione dei corpi sembra seguire delle precise necessita' pratiche, con il trasporo del cadavere femminile in un punto della scena che offre al killer una miglior sicurezza funzionale alla perdita di tempo necessaria per l'asportazione delle parti anaomiche, comportamento ben esemplificato nell'episodio di Mosciano. A parziale confutazione di tali osservazioni c'e' il trasporto del corpo del ragazzo fuori dall'auto nell'omicidio di Calenzano. Qui il killer perde tempo per trasporare il giovane sul lato sinistro senza che quest'azione comporti vantaggi visibili alla sua sicurezza.

Isolati i comportamenti finalizzati all'esecuzione materiale dei delitti si possono comunque notare azioni del contesto esecutivo che seguono una rimarchevole ritualitra', il cui significato sembrerebbe frutto di una necessita' psicologica dell'assasssino nel perseguire una sua precisa fantasia. Al di la' delle necessita' pragmatiche si puo' definire ritualistica l'intera esecuzione. Secondo il perito Luberto, equipe De Fazio, la ritualita' va intesa come coazione a ripetere. Il delitto come ripetizione di una serie di azioni che rivestono una ritualita' che deve ripetersi per soddisfare le esigenze emotive e psicologiche dell'assassino. La pulsione ad agire come coazione a ripetere ,quindi ritualistico come ripetitivo. Nella ritualita' sono riscontrabili comportamenti che trascendono completamente la logica esecutiva, come l'uso inderogabile sempre della stessa pistola, o l'ostentazione dei cadaveri in pose innaturali, e ovviamente l'asportazione di parti anatomiche. Tra i piu' evidenti di questi comportamenti , escissioni a parte, c'e' l'attenzione verso le borsette delle ragazze negli episodi del 1974 e del 1981. A questa attivita' non e' stato possibile associare alcun movente funzionale poiche' dalle borse non sembra mancare nulla. Se si esclude che rovistando le borsette l'assassino abbia voluto acquisire informazioni sulle sue vitime, magari cercandone i documenti d'identita', o che abbia voluto prelevare oggetti con cui marcare i feticci in fase di conservazione, che comunque rientrerebbe nel contesto della ritualita', si deve ipotizzare che questo comporamento abbia un origine intrinesca alla sua esperienza soggettiva . Nulla in tal senso si puo' dire per i casi dell' 82. e dell'83, viste le carateristiche della dinamica di quegli eventi, mentre per il 1984 si assiste ad un interruzione volontaria di questo preciso comportamento. Quest'interruzione potrebbe essere motivata, secondo quanto poc'anzi detto, da una conoscenza diretta della vittima di cui quindi il killer non ha bisogno di conoscere alcunche' o dall'aver ottenuto l'oggetto necessario direttamente dal corpo della giovane (a cui risulterebbe in effetti essere stato asportato il ciondolo dalla catenina). Nel caso invece di una motivazione puramente psicologica si dovrebbe supporre che il gesto abbia un significato comunicativo vero e proprio, una firma esplicita che riconduce ad una esperienza diretta del soggetto.

Altro comportamento avulso da necessita' pratiche e' l'insistere post mortem (o peri mortem), con il coltello sui cadaveri maschili, spesso con colpi inferti al basso ventre. Sebbene si possa ravvisare la necessita' del killer di verificare l'avvenuto decesso della vittima, i colpi in alcuni casi sembrano inferti con un accanimento e una topologia che denotano una componente psicologica preminente a quella pratica.






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Attivita' mediatica e rivendicazione


Secondo il BSU un serial killer organizzato, come quello del caso in oggetto, tende spesso a cercare il contatto diretto con gli inquirenti e puo' attuare un vero e proprio dialogo con i media. Nel nostro caso si verifica un unico episodio certo di questo tipo, ovverosia l'invio al Pm Della Monica di un lembo del seno della ragazza francese.

Nel confezionare il "terrificante" reperto il soggetto sceglie con cura il lembo anatomico da inviare. Tale cura pero' non sembra rivolta ad ottenere il massimo effetto scenico su chi dovra' aprire il plico, ad esempio accludendovi l'intero capezzolo, quanto piuttosto ad ottenerne il miglior stato di conservazione e riconoscimento possibile. E' infatti sorprendente che oltre ad aver confezionato abilmente il frammento (2,8x2cm spesso 3 mm) abbia evitato di includere la cute e il grasso sottocutaneo, inutili (nonche' dannosi alla conservazione) al fine dell'unico esame allora possibile, ovverosia quello istologico morfologico per il quale e' soprattutto indicato, vista la parte escissa, il tessuto ghiandolare e quello adiposo intraghiandolare (in ragione della diversa percentuale tra i due nei vari soggetti)



Come indicato dall'autore del blog mostro-di-firenze.blogspot , Henry62, contrariamente a quanto sostenuto da taluni autori sul valore insufficiente del francobollo, la foto della busta sembra proprio mostrare il francobollo da 450 Lire raffigurante il castello di Bosa, quindi l'affrancatura sarebbe congruente con i valori in corso all'epoca





Nulla invece si puo' dire sulla paternita' di altri episodi che si vorrebbero riconducibili alla mano dell' assassino. Tra questi ricordiamo l'invio il 2 Ottobre 1985 di una missiva a ciascuno dei magisrati che si occupavano del caso in quelmomento, contenente una cartuccia di 22 LR con l'H stampata sul fondello inserita ciascuna nell'estremita' ritagliata da un guanto in lattice e spillata sulla fotocopia di un articolo di giornale datato 29 Settembre 85, ritraente i tre magistrati Vigna, Canessa, e Fleury nei cui confronti un appunto scritto a macchina sentenziava:"Vi basta uno a testa?". Da notare che qualora il maniaco avesse voluto firmare inequivocabilmente quelle minacce lo avrebbe potuto fare in modo certo e semplice accludendo alle buste un bossolo esploso, facilmene riconducibile quindi all'arma dei delitti. Va comnque precisato che sebbene non in modo assolutamente certo, in questo caso la punzonatura dei fondelli risulto' analoga a quelle dei bossoli rinvenuti negli omicidi. Nessuna valutazione si puo' inoltre fare sulle telefonate pervenute nel tempo ai familiari di vari soggetti coinvoli a vario titolo nel caso, ne sulla paternita' di alcune lettere che pervennero ai giornali nella prima meta' degli anni '80.

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