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domenica 25 gennaio 2009

Scena del crimine omicidio 8 settembre 1985






Fig.1


ore 14:00 di lunedi' 9 settembre 1985

Il figlio di un ristoratore della vicina San Casciano, Luca Santucci, durante un escursione in cerca di funghi in una piazzola sita all' altezza di via degli scopeti civico 124, scopre il cadavere di un giovane sepolto tra il fogliame.
Sulla piazzola vi e' anche una tenda da campeggio, alta 140 cm su un lato , 110 cm sul lato opposto e larga 185 cm .





14:30

Luca Santucci ritorna sulla piazzola con il maresciallo Lodato e l'appuntato Mallone. Giunti sul posto gli inquirenti verificano la presenza all'interno della tenda di un secondo cadavere di sesso femminile e identificano i due ragazzi come Nadine Mauriot (36 anni) e Jean-Michel Kraveichvilj(25 anni).





ore 15:30 Arriva sul posto la Polizia scientifica e inizia il sopralluogo


Dati espunti dal dibattimento del processo di primo grado a carico di Pietro Pacciani:

Percorsi circa 60 mt di uno stradello in salita che si inerpica nel bosco si apre una radura a forma rettangolare di 33x10 mt. Sul terzo destro di detta radura e' presente un passo da cui si accede ad un secondo spiazzo di forma ovoidale, parallelo al primo, lungo 12 mt e largo 3,5 mt.(Fig 7) Sul terzo sinistro , delimitato da una siepe, si trova una golf bianca con targa francese posta a circa 1.5 mt dalla tenda . L'auto ha gli sportelli chiusi a chiave e sul sedile posteriore monta un seggiolino per bambini.

 

Sulla canaletta di scolo, all' altezza della parte terminale del montante sn anteriore, c'e' una picocla macchia di sangue (poi risultato della vittima maschile, freccia rossa Fig.1). L'impolveratura e' uniforme su tutta la carrozzeria, ma sul lunotto posteriore si apprezzano tre frammenti d'impronte per asportazione(Marker K, Fig.6a ) Dette impronte pero' risulteranno non utili al fine di confronti

Da una borsa ritrovata nella tenda vengono recuperate le chiavi dell'auto. Sul sedile dx si rileva una cartina stradale.Sul cruscotto una confezione di mentine, vari fogli , una bottiglia con liquido grigio e una di acqua minerale. Sul pianale posteriore una pompa da pneumatici e una griglia. Sul divanetto due maglioni, un seggiolino per bambini e altro vestiario all'interno di borse da viaggio.
A circa 6 metri dal posteriore dell'auto viene ritrovata la custodia della tenda (Freccia rossa Fig.6a)

La tenda mostra due ingressi. Uno principale orientato approssivativamente verso la strada e uno posteriore orientato verso la radura. La cerniera di quest'ultimo viene ritrovata chiusa, ma sulla meta' destra si apprezza un taglio di 40 cm inferto con andamento dall'alto verso il basso (Fig 8a). Sull'angolo sinistro della parte posteriore viene evidenziato un secondo squarcio a forma di L causato verosimilmente da un proiettile visto che sul telo interno si apprezza un foro ovoidale alla stessa altezza (Freccia rossa Fig.1c, non e' chiara la direzionalita' ma probabilmente si tratta di un foro in uscita).


Fig 1.c


La tenda monta un telo impermeabile esterno di colore grigio e un igloo interno di colore giallo. Sul fondo e' adagiato un materassino gonfiabile su cui e' stato ricavato il giaciglio
All'interno viene trovato un borsone da viaggio con tutte le cerniere chiuse, le scarpe di entrambi, ma stranamente nessuna fonte di illuminazione.

Sul materassino, in decubito laterale sinistro, si trova il cadavere della ragazza. Ha la testa rivolta verso il lato dx della tenda, rispetto all'osservatore posto innanzi all'apertura principale, il braccio sinistro disteso e quello destro piegato sul davanti. Sotto la trapunta, che la copre fino all'addome, ci sono le gambe sovrapposte e leggermente piegate in avanti, con il piede destro che trattiene una maglia che si trova tra la pediera del materasso e la sottostante incerata. Si presenta con uno stato medio di decomposizione, colore marrone molto intenso, gonfiore molto pronunciato e ampie zone di epidermolisi.

L'apertura anteriore della tenda e' sormontata da una retina zanzariera sulla quale si apprezzano 5 fori di proiettile. Detti fori corrono piu' o meno su di uno stesso asse verticale ad una distanza dal margine inferiore del bordo cernierato che va dai 10 ai 56 cm.

Sul terreno, ad 80 cm c.a. dall'entrata anteriore della tenda, viene rilevata una consistente gora di sangue approssivativamente di 20 cm di diametro (Marker E Fig.1, freccia rossa Fig.3b. Risultera' poi essere sangue dello stesso gruppo della ragazza)

5 mt oltre l'ingresso del secondo spiazzo ovoidale, e a circa 13 metri dalla tenda, viene rilevato sul terreno un consistente versamento ematico, all'altezza di un anfratto prodotto artificialmente dal passaggio di una o piu' persone. All'interno di detto anfratto, 1.5 metri oltre il ciglio, e' disteso in posizione supina il corpo della vittima maschile. Ha gli arti superiori ruotati verso l'alto e piegati sopra la testa. Quelli inferiori stesi in avanti che poggiano su di un cespuglio, sopraelevati a circa 50 centimetri dal terreno. Sia sul lato sinistro che su quello destro e' circondato da bidoni di vernice di medie dimensioni (15\20 Lt), con un coperchio in plastica che ne copre parzialmente il capo e che da all'osservatore l'impressione di un tentativo di occultamento accessorio (Il rilevamento dattiloscopico su bidoni e coperchio dara' esito negativo) Anch'egli si presenta alla vista con uno stato medio di decomposizione



Alle ore 17:30 il professor Mauro Maurri esegue l'ispezione cadaverica sul luogo (La Nazione 10 settembre), ma non e' in grado di affermare con certezza l'ora della morte a causa dell'avanzato stato di decomposizione del corpo della donna chiuso nella tenda. Pur propendendo per la domenica sera, non si esclude che l'omicidio sia potuto avvenire il sabato notte precedente (si parla esplicitamente di un margine di errore di 20 ore su 60).
La successiva autopsia, condotta dal prof Mauro Maurri e dai colleghi Cafia, Bonelli, Borrelli, e Marini, fara' poi affermare che l'ora piu' probabile sia quella della notte tra domenica e lunedi', 16\18 ore prima dell'esame necroscopico. Morte avvenuta a non piu' di tre ore dall'ultimo pasto, pasta al sugo di pomodoro e forse carne, i cui resti liquefatti vennero ritrovati nello stomaco delle vittime. Nel 1994 verranno recuperate due testimonianze di tal Paolo Bonciani e Gino Borsi, i quali avrebbero riconosciuto i francesi quando la domenica mattina verso le 11 avrebbero fatto colazione presso il bar dello stesso Bonciani. Va rilevato che entrambi vedrebbero solo la ragazza e che il Bonciani indicherebbe una R4 con targa francese, di cui non ricorda il colore, quale autovettura parcheggiata davanti al locale durante ilsuddetto episodio.
Gli stessi testi verbalizzano la circostanza gia il 12\9\85 ma in modo diverso:

Bonciani Paolo:"Dopo essere venuti a conoscenza del duplice omicidio, verificatosi in localita' scopeti, non lontano dalla mia pensione, parlando in famiglia mio suocero mi riferiva che molto probabilmente la donna era entrata nel bar sottostante la pensione o almeno riteneva di averla vista tra gli avventori e di riconoscerla per quella apparsa sul giornale La Nazione" Aggiunge poi di aver notato l'auto Golf con targa francese guardando dalla finestra del locale

GIno Borsi:"il giorno 8, alle 11 circa, ero intento...nel bar della pensione di mio genero Bonciani Paolo e tra le tante persone vi entro' molto probabilmente la donna rimasta vittima del duolice omicidio, da me riconosciuta nella fotografia apparsa sul giornale La Nazione"

NB In quell'occasione ai testi sarebbe stata mostrata la fotografia del documento della signora Mauriot (la stessa pubblicata su La Nazione), dove ella appare con i capelli tagliati cortissimi (mentre al momento del fatto questi erano lunghi alle spalle ) e con l'aspetto che aveva molti anni prima.
"
Secondo invece i periti dell'equipe De Fazio, e successivamente dalle osservazioni entomologico forensi che il professor Introna fara' nel 2003 sul materiale fotografico, la data piu' probabile sarebbe quella della notte a cavallo del sabato e domenica.



Fig.2



Fig.2b



Fig 2c







Durante il sopralluogo vengono rilevate 9 ferite da arma da taglio (fonte La Nazione 10 settembre 1985) dislocate sulla schiena, sul torace, e al collo. Sul braccio sinistro presenta lesioni definite tipicamente "da difesa". La morte e' avvenuta per anemia acuta da emotorace ed emoperitoneo.

Dall'autopsia risulterebbero invece 13 ferite da arma bianca.
Una, inferta al dorso, localizzata a livello della 5° vertebra dorsale con direzione dall'alto in basso..
Quattro in regione precordiale, con inclinazione dall'alto verso il basso, che avevano leso pleura e polmoni.
Una all'ipocondrio destro con netta inclinazione dal basso verso l'alto, che aveva interessato il fegato.
Due simmetriche, piu' superficiali, in regione iliaca (inguine).
Altre quattro avevano interessato il braccio sinistro e il polso sinistro, quest'ultima aveva intaccato in profondita' il radio lasciando l'impronta a stampo della lama. Proprio da questa ferita fu dedotta dal perito Pierini la forma e l'angolo (20°) del filo di taglio principale. In ultimo veniva evidenziata una ferita profonda al collo che, pur avendo attraversato la trachea da parte a parte, aveva mancato di ledere i fasci vascolari profondi risultando pertanto non mortale.
Viene anche descritta una soluzione di continuo saggittale di cm 1,8 posteriormente sul vertice cranico.

Nel testo "Compagni si sangue", Giuttari-Lucarelli, viene riportato uno stralcio della perizia De Fazio che fa una ricostruzione dettagliata della dinamica di accoltellamento.
[cit.]" Successive- e comunqe temporalmente ben distinte dalle ferite d'arma da fuoco (in ragione di un impossibile utilizzo contemporaneo dei due mezzi da parte dell'aggressore)- si collocano le ferite d'arma da taglio che presuppongono, ovviamente, l'avvenuto raggiungimento fisico della vittima (arrestata nella fuga sia dalla natura dei luoghi-la siepe di rovi difficilmente superabile- che dalle precedenti lesioni- appiunto da arma da fuoco- con conseguente shock psicologico e traumatico).
Lo studio delle sedi e della direzionalita' dei tramiti delle lesioni da taglio autorizza a ritenere che in primis la vittima sia stata raggiunta a tergo dall'aggressore che impugnava il coltello con la mano dx e colpita al dorso da una prima coltellata (senza esito tuttavia, avendo attinto la 5° vertebra dorsale ). Succesivamente, aiutato eventalmente dalla retroflessione alogena del collo da parte della vittima, nella medesima posizione da tergo, l'aggressore puo' aver agito afferrando il collo della vittima col braccio sx e affondando la lama del coltello- impugnato con la dx- in regione cervicale (trapassandovi la trachea, senza colpire, a quanto sembra, il fascio vascolare relativamente retroposto su piani tissutali piu' laterali e piu profondi) con un colpo vibrato quindi da destra a sinistra.
E' verosimile che a questo punto la vittima, ormai esausta, sia stramazzata supina al suolo offrendo il petto all'aggressore che nel frattempo si sarebbe posto vis a vis con essa.
Il cambiamento di piano dei rapporti tra aggressore e vittima spiegherebbe l'opposta direzionalita' dei colpi inferti al torace rispetto a quelli vibrati al dorso e al collo.
I colpi vibrati dall'aggressore che impugnava l'arma con la mano dx, risulterebbero cioe' da dx a sx nella prima fase dell'inseguimento e da sx a dx nella successiva fase di opposizione (per ribaltamento a terra del corpo della vittima)"

Vengono inoltre identificate quattro (cinque?) ferite da arma da fuoco.
1)Una al labbro sinistro che aveva frantumato un dente
2)Una o forse 2 alle dita della mano destra,
3)Una al gomito destro con disintegrazione dell'articolazione
4)Una all'eminenza tenar della mano sinistra



Estratto perizia necroscopica Maurri, Marello, Marini in merito alla dinamica della possibile successione dei colpi d'arma da fuoco sul ragazzo


Sulla posizione dell'uomo (vittima) e dell'omicida

...Il K deve trovarsi supino sul materasso, sotto il corpo della M. e cosi' in posizione tale da offrire tutto il lato sx all'omicida. A prescindere dalla ferita al labbro, di cui e' stata ora tentata un'interpretazione*, il K.,in questo momento, non puo' essere colpito che a sinistra, ma ovviamente non al bersaglio maggiore, cioe' la testa e il tronco, sia perche' egli si trova troppo basso sul materassino, sia perche' il corpo della ragazza lo copre e lo protegge parzialmente, solo da questo lato. Se si ammette che la ragazza sia prona su di lui e' logico pensare che egli l'abbracci; in questo modo l'arto superiore sinistro di lui passa intorno alla meta' destra del tronco della M. e si offre completamente libero alla bocca dell'arma e per di piu' ad un'altezza compatibile con la posizione dell'omicida piegato in avanti. In tal modo si possono spiegare sia il colpo trasversale dell'eminenza tenar, sia quello latero-laterale da destra verso sinistra delle ultime dita lunghe.
Se si suppone poi che in quel momento la mano de K fosse poggiata sulla testa o sul collo della ragazza si puo' anche ipotizzare che uno dei due colpi che hanno trapassato la mano del K abbiano poi secondariamente e del tutto superficialmente la fronte della M. con tramite brevissimo e superficialissimo interessante solo i tessuti molli

*Si ipotiiza che i due si stessero baciando quando il primo colpo centro' sia il volto di lei che quello di lui


Secondo la versione ricostruttiva del riepilogo introduttivo al processo d'appello "compagni di merende", basata sulle osservazioni del De Fazio, quella al gomito, come una di striscio ad un dito della mano destra, potrebbe averlo attinto durante la fuga :"...Al tentativo del maschio di fuggire verso la macchina il reo deve aver reagito immediatamente, esplodendo altri colpi verso di lui che oramai gli volgeva il dorso: a questo momento e' possibilmente riferibile il colpo rinvenuto sulla parte posteriore del gomito dell'uomo (causativo e concausativo della frattura comminuta diell'omero)".

L'azione omicidiaria, per quanto riguarda il ragazzo, come dimostrano le abbondanti tracce ematiche lasciate sul terreno (Fig.3), si sarebbe svolta fuori dalla tenda a pochi metri dal punto in cui giaceva il cadavere. Non vengono apprezzate tracce evidenti di trascinamento sul corpo(? In realta' vengono descritte numerose aree escoriate, molte tipo graffiatura e una lunga addirittura 10 cm, sia sul fianco che in regione lombare. Ma vengono descritte numeros piccole escoriazioni sul braccio destro!)

La ragazza e' invece stata assassinata dentro la tenda mentre si trovava probabilmente sdraiata sul compagno. Il tutto, secondo i periti, potrebbe essersi svolto in un arco temporale non superiore ai 9 minuti.



Fig.3


E' stata attinta da 3 colpi di cal 22.LR al capo che ne hanno causato il decesso in pochi minuti, e da un quarto che ha attinto l'emitorace sinistro in corrispondenza del seno che verra' mutilato successivamente.
1)Un colpo transfosso alla fronte, superficiale
2)Un colpo alla fronte con passaggio in cavita' e con esito mortale
3)Altro colpo alla guancia destra (in dibattimento il perito parla invece di zona latero cervicale sx non penetrato in cavita'. Pare pero' evidente che abbia confuso le varie ferite nell'esposizione verbale del dibattimento)
4)Ultimo colpo all'emitorace sinistro, superficiale
Tutti i colpi al capo risulterebbero grosso modo paralleli all'asse maggiore del corpo

Sul collo presenta una profonda feritra d'arma bianca probabilmente inferta in limine vitae. L'assassino, secondo la perizia Maurri, potrebbe aver estratto parzialmente il corpo fuori dalla tenda afferandolo per i piedi, compatibilmente con il sanguinamento presente sul terreno a 80 cm dall'apertura (Fig 3b), ed ha compiuto l'escissione del pube sempre con la medesima tecnica ed in modo analogo al caso precedente. Secondo la perizia De Fazio, invece, le mutilazioni sarebbero avvenute all'interno della tenda:"...Non vi sono segni di trascinamento del cadavere, essendo tutte le macchie di sangue riferibili a scolatura e imbrattamento dalla fonte principale. A tal propositoe' da sottolineare come sul dorso della donna siano evidenti tracce di scolatura di sangue come per materiale caduto dall'alto: esse sono state probabilmente prodotte dal seno oramai prelevato e tenuto sollevato dall'aggressore con una o entrambe le mani al termine dell'operazione asportativa. Vi e' anzi da ritenere che, al termine di questa prima fase dell'esecuzione delittuosa, l'attore abbia appoggiato tale primo feticcio fuori dalla tenda, dove appuntpo in sede di indagine di sopralluogo era stata descritta una piccola ma consistente gora di sangue"

Sul corpo della giovane verrebbero rinvenute anche strane lesioni contusive alla faccia e alla testa, tanto da indurre il perito a porsi alcuni quesiti sulla loro genesi senza riuscire a darsi peraltro una risposta:

1)il primo: che nell'interno della tenda e nelle immediate vicinanze di essa non e' stato trovato alcun mezzo capace di produrre tali lesioni. Questa difficile collocazione dipende dal fatto che non sono nemmeno identificabili per approssimazione i mezzi responsabili di queste lesioni

2)il secondo: che nell'ambito delle modalita' con cui e' stato portato a termine il duplice omicidio non trovano spiegazione logica ne finalistica i tre colpi presuntivamente vibrati alla fronte e al mento della donna





Fig. 3b

L'assassino sarebbe ' poi passato all'asportazione del seno sinistro mediante un movimento rotatorio della lama in senso orario che lascia un numero esiguo di segni da interruzione e ripresa, (Durante il dibattimento del 25 Maggio 1999 si sostiene invece che gli stessi periti abbiano indicato l'asportazione del seno come probabilmente precedente a quella del pube almeno in base elle tracce ematiche sul materassino). Le modalita' con cui vengono eseguite le mutilazioni sono del tutto simili a quelle viste nell'omicidio di Vicchio, anche se questa volta viene notata una differenza di efficacia del filo della lama tra l'escissione del pube e quella del seno, risultando quest'ultima meno netta Il corpo e' stato quindi spinto all'interno della tenda in modo da nasconderlo alla vista, come dimostra la posizione del cadavere che certamente e' stato riposizionato dopo l'esecuzione delle mutilazioni quantomeno in ragione della posizione sul fianco sinistro.




Fig.4


Fig.4b


All'interno della tenda, quasi davanti all'apertura, viene repertato un bossolo cal.22 LR Winchester con la lettera H stampata sul fondello.
Altri 2 bossoli analoghi si trovano sparsi sul terreno a destra del fronte della tenda. In un secondo momento i bossoli ritrovati diventano pero' 9, recuperati con l'ausilio del metaldetector la mattina successiva (Fig.4b),

1 bossolo all'interno della tenda quasi sul bordo esterno,
6 davanti all'entrata (Fig.4c),
2 sul lato destro della tenda, sempre guardando l'apertura, di cui uno in posizione arretrata vicino al tronco dell'salbero (marker D di Fig.5 e Fig.6), ed uno poco oltre lo spigolo destro della tenda (marker C di Fig.5 e Fig.6).




Fig.4c

In prossimita' della chiazza di sangue rilevata vicino al bosco, dovuta ai colpi di arma bianca inferti al ragazzo o all' esito dell' emmorragia al gomito, viene repertata l'impronta profonda di un tacco appartenente ad una scarpa numero 44, un impronta che secondo i periti di Modena avrebbe quella profondita' per via del caricamento da sforzo, forse prodotto dal sollevamento del corpo della vittima qualora l'impronta appartenesse davvero all'assassino (Successivamente pare che detta impronta sia stata poi attribuita ad inquinamento della scena).




L'entrata della tenda e' sul lato contrassegnato dal marker con la lettera E.
Fig.5



Fig.6




Fig 6a


Secondo i giornali dell'epoca verrebbero anche ritrovati fazzoletti di carta appallottolati ed imbrattati di sangue, che risulterebbero provenire dal rotolo di carta assorbente rinvenuto nella tenda (Fig.6b) e che dovrebbero indicare il tentativo dell'assassino di ripulirsi dal sangue delle vittime subito dopo l'atto omicidiario. A tal proposito pero' va ricordato che tale circostanza non viene menzionata, anzi forse addirittura esclusa, durante l'escussione nel 1994 dell' ufficiale di PS che condusse i rilievi.



Il 4 Ottobre, due ragazzi di Prato, fratello e sorella , insieme ad un loro amico di Firenze, curiosando al limitare del bosco intorno alla piazzola (Fig.6c) trovarono una garza macchiata di sangue accanto ad un paio di guanti in lattice, rivoltati e riposti dentro la busta che li conteneva originariamente(La Nazione 10 Ottobre 1985). Con un ritardo di circa una settimana fu appurato che quel sangue non era di nessuna delle due vittime, ma che difficilmente poteva essere ricondotto all'assassino visti i minuziosi controlli che vennero fatti in occasione del sopralluogo del 9 e 10 Settembre.



Fig.6b



Fig.6c


Epilogo

Martedi' 10 Settembre

Alle ore 10:30 giunge presso gli uffici della procura della Repubblica di Firenze un plico sigillato sul quale un anonimo mittente ha composto l'indirizzo ritagliando (ma non con le forbici) le lettere dalle pagine di alcuni settimanali popolari. La notizia verra' diffusa al pubblico solo il 26 Settembre con un ansa di poche righe giunta alle 14:26 e che rimanda alla prossima pubblicazione da parte del settimanale Epoca. Sebbene il destinatario di quella busta sia il sostituto procuratore Silvia della Monica, non piu' sul caso dall'inizio del 1984, ad aprirla saranno per sua fortuna i funzionari della cancelleria. All'interno vi e' un lembo del seno della giovane Mauriot, di 2.8cm x 2cm, spesso solo 3 millimetri. Il lembo e' stato avvolto in un fazzoletto e sigillato in un foglio di cellophane prima di inserirlo nella busta, con l'ovvio duplice intento di preservarlo e impedire l'imbrattamento dell'involucro esterno . L'indirizzo reca un chiaro errore ortografico, avendo composto la parola Repubblica con una sola B, mentre l'affrancatura di 450 Lire e' sufficiente per l'invio di una lettera fino a 20gr. Il tutto e' stato imbucato in una cassetta di San Piero a Sieve certamente prima delle 12:00 del Lunedi', quando cioe' il servizio postale ebbe completato lo svuotamento di tutte le 11 cassette del paese. Pur senza una certezza assoluta, la cassetta verra' individuata in quella di fronte al bar Massimo, sulla provinciale verso l'uscita del paese, ma circondata da abitazioni su entrambi i lati. La cassetta, installata su una banchina di separazione tra la provinciale (a 11.8km dall'uscita del casello A1 Barberino) e la strada parallela adibita al traffico locale, era pero' nascosta da una folta siepe che la rendeva invisibile al traffico di passaggio.




Una o piu' persone?


la corsa del ragazzo: Con estrema probabilita' la direzione presa dal ragazzo durante la fuga dalla tenda, a destra verso l'auto e poi in direzione del bosco, e' stata obbligata dalla presenza dell'assassino, con il quale potrebbe forse essersi scontrato. Una seconda persona avrebbe probabilmente inseguito il ragazzo anche perche' sarebbe stata questa a tenere in mano il coltello con cui poi e' stato finita la vittima. Appare quindi inverosimile che lo sparatore abbia esploso ulteriori colpi in prossimita' della tenda verso il ragazzo, ma necessariamente anche verso il complice che doveva inseguirlo.




La visibilita': Si deve considerare quantomeno probabile che sia i ragazzi dentro la tenda, che il killer, avessero a disposizione una fonte d'illuminazione (A tal proposito pero' pare che all'interno della tenda non sarebbe stata rinvenuta alcuna lampada o torcia). L'assassino infatti doveva mettere in conto l'eventualita' di mirare un bersaglio dentro una tenda praticamente al buio totale nonostante il terzo di luna. Dovremmo quindi supporre che il killer abbia dovuto prevedere l'uso quasi contemporaneo di almeno tre oggetti diversi, se davvero il taglio sul retro della tenda e' stato simultaneo all'aggressione e non gia' presente da tempo per altri motivi accidentali (in Fig.8 il tratteggio verde dovrebbe indicare la forma del taglio, inferto forse dal basso verso l'alto. Da notare che l'asola di sinistra dello squarcio per un terzo della lunghezza segue il tirante della tenda, come se questa fosse stata montata con il taglio gia' presente). Tali oggetti sono ovviamente il coltello, una torcia e la pistola, usati previsualizzando la seguente dinamica: Possibile taglio della tenda, messa in sicurezza del coltello ed estrazione della pistola tenendo la torcia con l'altra mano. Avrebbe poi dovuto accendere la torcia solo dopo (o contemporaneamente) aver esploso il primo colpo per evitare di rovinare l'effetto sorpresa. Questa dinamica presenterebbe pero' un incongruenza palese dovuta all'evidenza che davvero i ragazzi sarebbero stati colpiti mentre erano l'una sull'altro con le teste rivolte verso il lato destro della tenda guardando l'apertura. Infatti il taglio della tenda avrebbe comunque rovinato l'effetto sorpresa indipendentemente dall'uso della torcia, cosa che apparentemente non si e' verificata se i ragazzi hanno mantenuto davvero quella posizione reciproca fino al momento degli spari. Ricorrendo all'azione di due persone diverse si potrebbe risolvere il problema della simultaneita' del taglio e degli spari quasi contemporanei, salvo avere l'uomo col coltello sulla linea di fuoco dello sparatore, cosa ancora una volta decisamente inverosimile.

Fig.8


Fig.8a

La posizione dei corpi: Il corpo del giovane, alto 170 cm ma di struttura atletica, viene ritrovato ad un paio di metri da dove e' stato materialmente colpito e in una posizione piuttosto ordinata. Infatti ha le braccia distese in avanti e le gambe distese anch'esse in asse con il busto. La testa e' rivolta verso il centro della piazzola e i piedi sono sollevati in quanto poggiano su di un cespuglio, una posizione che all'epoca suggeri' ad alcuni un lancio del corpo da posizione elevata. Furono rinvenute inoltre abbondanti tracce ematiche sul fogliame circostante ad un altezza notevole (Probabilmente dovute all'azione di detersione della lama durante i colpi portati al collo con un ampio caricamento del braccio, e notevole velocita'). Nel caso di due persone, sempre a mio modesto parere, il modo piu' naturale per scagliare un corpo a distanza sarebbe quello di afferrarlo uno per le braccia e l'altro per le caviglie, facendolo conseguentemente oscillare prima del lancio. In questo caso e' arduo immaginare come una tale modalita' possa aver conseguito quel risultato. Alternativamente due persone, perche' il corpo assumesse quella posizione, avrebbero dovuto sollevarlo ciascuna afferrandolo per le estremita' e trascinarlo tra i rovi.
Una persona sola avrebbe probabilmente trasacinato il corpo dentro la discarica, cosa che peraltro, in entrambi i casi, spiegherebbe in modo semplice la posizione distesa e i piedi abbandonati a fine corsa sopra il cespuglio. Da notare che i rovi su cui poggiavano i piedi erano intatti, pertanto l'eventale trascinatore non avrebbe potuto procedere oltre detti rovi all'indietro lasciando poi le estremita' cadere sul cescpuglio

Il corpo della vittima femminile e' stato probabilmente estratto per eseguire le escissioni, almeno stando alle tracce ematiche sul terreno davanti all'apertura della tenda, e successivamente riposto all'interno per nasconderlo( In verita' a tal proposito va riferita l'osservazione del De Fazio, per il quale invece le tracce ematiche non mostrerebbero evidentemente questo spostamento, ma a dire il vero neppure la presenza di qualcuno nella tenda dopo l'omicidio vista l'assenza di alcuna impronta). L'assassino non esegue quindi il suo macabro rituale dentro la tenda, cosa che puo' essere facilmente spiegata con la necessita' di ridurre l'imbrattamento e con le difficolta' di muoversi agevolmente in un ambiente ristretto. Purtuttavia questo comportamento potrebbe essere in parte spiegato anche con la necessita' di continuare ad avere il controllo della scena durante la complessa operazione delle escissioni, in modo da evitare di venire colto di sorpresa all'interno della tenda nel caso fosse improvvisamente sopraggiunto qualcuno. Una tale spiegazione potrebbe quindi indicare la mancanza di un secondo uomo in grado di controllare il luogo mentre il primo era necessariamente distratto dalla macabra operazione delle escissioni.


Le ferite da taglio: Il perito Maurri all'epoca evidenzio' una differenza tra il filo della lama che venne usata per la mutilazione del seno e quella usata per l'altra mutilazione . Da questa "evidenza" si trasse la conclusione che l'assassino potesse aver usato due differenti strumenti , una conclusione a mio parere del tutto verosimile. Sempre a mio modesto parere, la notevolissima uniformita' di esecuzione della mutilazione del pube nei vari delitti ben si sposerebbe con l'uso di uno strumento regolabile, quale ad esempio un taglierino. Un tale strumento pero' difficilmente sarebbe in grado di eseguire la mutilazione ben piu' impegnativa della mammella, mentre per questa sarebbe forse piu' adatta la lama robusta e lunga di un coltello, necessariamente meno affilata anche visto lo sfacelo appena compiuto sul ragazzo con detto strumento.
Nella dinamica piu' probabile del delitto, l'assassino si sarebbe ritrovato con il coltello in mano gia' prima di iniziare le sue orribili operazioni sul corpo della giovane, e pertanto potrebbe avere per l'appunto eseguito, come sostenuto in dibattimento nell'udienza del 25 Maggio 1999 , l'escissione del seno prima dell'altra . Daltro canto questa ipotesi viene fatta nella stessa perizia De Fazio, pag 27:"...Dopo aver ucciso la vittima maschile il reo e' presumibilmente tornato sui suoi passi e, operando all'interno della tenda avtrebbe iniziato con calma la rituale escissione dei feticci: come detto dapprima il seno(con le citate difficolta' di affilatura del mezzo tagliente), quindi il pube(dove tali difficolta' di affilatra non appaiono piu' documentabili); il che renderebbe possibile l'ipotesi che disponesse di un secondo coltello (o di uno strumento affila lame)". Tracce della dentellatura zigrinata dell'arma bianca ( Fig.9, a parlarne e' l'avvocato Filasto' durante la requisitoria della difesa al processo Vanni) sembra le si possano riscontrare sul margine di taglio come conseguenza della rotazione della lama che, spinta in profondita', comincia a ledere i tessuti su ambo i lati. Successivamente il killer potrebbe aver riposto il coltello per eseguire l'escissione rimanente attraverso appunto l'uso del taglierino gia' regolato alla giusta lunghezza.



Fig.9






Condizioni meteo





Una possibile ricostruzione:Prendendo come base di partenza la possibilita' che i due ragazzi siano stati attinti dai colpi di pistola mentre ancora si baciavano, bisogna ritenere che l'omicida sia riuscito a porsi a breve distanza dall'apertura della tenda senza fare alcun rumore. e senza allertare in alcun modo le vittime La scarsezza di visibilita', solo in parte attenuata dalla luna che in quest'occasione esponeva un Primo Quarto, deve aver posto piu' che negli altri casi difficolta' di valutazione da parte del l'omicida che in questo ha dovuto individuare i bersagli dentro una tenda apparentemente buia (in virtu' del mancato ritrovamento all'interno di una fonte di illuminazione durante il sopralluogo). Lo stato della zanzariera indica che almeno cinque colpi sono stati portati dall'esterno contro l'apertura completamente o parzialmente chiusa, con i bossoli rinvenuti in numero di 6 a breve distanza dal bordo d'entrata che fanno ritenere la posizione dell'assassino molto prossima alle vittime. SI potrebbe immaginare che i lembi del telo esterno fossero accostati, cioe' nella stessa posizione in cui vennero ritrovati al momnto della scoperta dell'omicidio il 9 mattina. L'omicida pertanto potrebbe aver tirato di lato con il polso che brandiva l'arma uno dei lembi aprendo l'altro con la sinistra per ottenere la migliore visuale possibile, iniziando poi a sparare verso le sagome delle teste appena definite. La posizione della mano armata a ridosso del lembo potrebbe quindi spiegare il rinvenimento di buona parte dei bossoli a poche decine di centimetri dall'apertura della tenda, poiche' rimbalzati contro la parte interna del lembo appena accostato. Un colpo ulteriore potrebbe essere stato esploso con la mano oltre il bordo cernierato a confutare quindi la presenza di un bossolo sul materassino. Dopo questa prima fase di sparo la situazione potrebbe essere stata la seguente:La vittima femminile agonizzante e quella maschile solo tramortita, magari anche riavutasi ma rimasta paralizzata piu' che dalla paura da un noto modulo comportamentale di difesa che la nostra specie condivide con molte altre. Questa mancanza di reazioni e movimenti nella tenda potrebbe aver indotto l'assassino a ritenere quantomeno neutralizzate le vittime in realazione ad una possibile fuga o reazione violenta, lasciandolo momentaneamente solo con se stesso a decidere come procedere ulteriormente per ottenere il solito risultatato. La presenza del ragazzo posto tra l'apertura e il corpo della ragazza potrebbe averlo infine indotto a cambiare la strategia previsualizzata, e che probabilmente comportava la parziale estrazione del corpo femminile dall'apertura principale cosi' da attuare le mutilazioni fuori dalla tenda, sia per le difficolta' oggettive di farle all'interno, sia per mantenere il controllo della scena esterna. Proprio questa seconda necessita' potrebbe avergli suggerito ancor di piu' di praticare un accesso sul posteriore della tenda in modo da estrarre il corpo della ragazza piu' agilmente senza scavallare il corpo del ragazzo, ma anche per frapporre tra se e l'accesso allo stradello la sagoma della tenda in modo di risultare nascosto alla vista di un eventale testimone sopraggiunto con l'auto.
Riposta la pistola in qualche modo, e estratto il coltello, l'assassino si sarebbe portato pertanto sul lato posteriore della tenda iniziando a praticarvi uno squarcio per ottenere l'accesso, ma proprio al primo affondo di lama il ragazzo, ancora vivo, avrebbe realizzato che la via di fuga era finalmente libera tentando cosi' di scappare. I movimenti necessariamente goffi della vittima, che tenta di aprire quanto della cerniera anteriore era rimasto ancora chiuso, avrebbero allertato il reo che, interrotta l'operazione di taglio, avrebbe recuperato di corsa il fronte della tenda sbarrando la fuga del ragzzo verso la strada e obbligandolo a tagliare alla sua destra, e all'indietro, verso la golf dove e' stato appunto rilevata una piccola traccia ematica. L'omicida avrebbe quindi prima tentato di inseguirlo avventandosi nella stessa direzione, poi, visto lo scarto della vittima verso il bosco, avrebbe tagliato davanti alla tenda correndo verso lo spiazzo ovoidale per chiudere a sua volta la fuga del giovane, intercettandolo infine nel luogo dove e' stato rinvenuto lo svaso ematico. A questo punto, ucciso il K e trascinatolo nell'anfratto, sarebbe tornato alla tenda estraendo il corpo della ragazza dall'apertura anteriore non essendoci piu' l'impedimento del corpo del ragazzo e rinunciando, visto l''imprevisto, al nascondmento dietro la tenda durante l'operazione nefasta delle escissioni.
















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25 commenti:

ilbravo ha detto...

Sono stato alla piazzola degli Scopeti ma non ho capito il punto esatto. Ci sono praticamente quattro slarghi,uno dopo l'altro. Mi pare di aver capito che la tenda era posta nel secondo.Mi sfugge invece dove fosse l'apetura della tenda.Nella foto al puto F mi sembra ci sia lo squarcio e non l'entrata che invece si dovrebbe trovare sul punto E.Mi sbaglio?

master ha detto...

Ciao ilbravo

Sto modificando il sistema di fare i commenti quindi la risposta e' raggiungibile qui

Ti sarei grato se mi segnalassi malfunzionamenti e problemi vari.

ciao

ilbravo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ilbravo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ilbravo ha detto...

Ciao Master, volevo precisare che effettivamente il corpo del ragazzo francese fu rinvenuto ricoperto da bidoni di vernice. A dirlo è lo stesso testimone che scoprì i cadaveri.Vai a Luca Santucci sul sito di Flanz oppure su you tube.Volevo chiederti un parere sul fatto che l'assassino volesse occultare i corpi o meno, e se sì come mai.Inoltre volevo complimentarmi per come ragioni sulle dinamiche.

master ha detto...

Si, questo in effetti e' quello che dice. Provo a chiedere in giro i riferimenti per come sono usciti fuori dai sopralluoghi ufficiali e poi ti dico.
Per i complimenti non posso che ringraziarti, ma al contempo asserire che non me li merito proprio. Sono solo tentativi con un pizzico di ragionamento e con una buona dose di azzardo :-)

ilbravo ha detto...

Ciao Master, gradirei sapere se avevi avuto maggiori ragguagli sul ritrovamento del ragazzo nel duplice omicidio del 1985. In particolare se quei famosi bidoni di vernice c'erano o meno.Inoltre volevo un tuo parere sul perché il mostro avrebbe occultato i corpi in questa occasione.Infine mi domando come mai non affronti la dinamica del 1968. Grazie

master ha detto...

Ciao ilbravo

Notizie certe non ne ho, anche se i bidoni sicuramente c'erano (si intravedono anche in un immagine dell'epoca, sebbene gia' rimossi)
In un articolo del 10 settembre del 1985 si parla anche del famoso coperchio, ma francamente non ti so dire se quegli oggetti siano stati manipolati dall'assassino, o se erano semplicemente li visto che il dirupo era a tutti gli effetti una discarica.
Sull'occultamento si puo' pensare che sia stato funzionale alla famosa beffa, cosi' come semplicemente necessario per avere il tempo di fuggire attraverso il bosco. Quella piazzola era molto frequentata pare, e sarebbe potuta arrivare un auto in breve tempo dando l'allarme troppo in frettta.

Insomma, non e' detto, anche se probabile, che l'occultamento sia stato premeditato come conseguenza dell'invio del plico alla Della Monica.

Per il delitto del 68 ho intenzione di publicare il resoconto insieme alla seconda parte del breviario sulla storia, quando cioe' ho letto qualcosina in piu' sulla vicenda... Credo comunque tra non molto.

ciao

Tub ha detto...

Sto leggendo in questi giorni il bel volume dell'Avvocato Filastò, Storia delle merende infami. In generale, devo dire che non trovo sempre condivisibili le obiezioni di principio che l'autore muove all'indirizzo dell'azione giudiziaria di Giuttari, che, infatti, ritengo abbia sempre agito in totale buona fede e senso di responsabilità professionale; detto questo, trovo, però, che le osservazioni che l'Avvocato fa in merito al delitto degli Scopeti le trovo non solo ragionevoli, ma addirittura inconfutabili. Mi riferisco al peso attribuito alla testimonianza della signora Carmignani, che, insieme al compagno, sostarono circa 20 minuti nella piazzola, il pomeriggio della domenica 8 settembre 1985, avvertendo un insopportabile "puzza di morto" e notando una chiazza scura davanti alla tenda dei due francesi.
Come si fa notare nel libro di Filastò, è ovvio che se i francesi – come sembra - fossero già morti, si dovrebbe retrodatare la morte alla notte tra il sabato e la domenica, con la conseguenza che la confessione di Lotti, concernente i passaggi di quella domenica, verrebbe a perdere di attendibilità e quindi il suo valore di prova a carico di Pacciani.
A sostegno dell'accusa (delitto compiuto la notte di domenica), c'è solo la perizia tanatocronologica che il Prof. Maurri fece sui cadaveri, in particolare su quello della Mauriot. Ma come si fa a ignorare la perizia, di senso contrario, effettuata da un luminare di entomologia forense, come il Prof. Introna, che si dice sicuro nel sostenere che il delitto non possa essere successivo alle 36 ore dal ritrovamento...?
E questo sembrerebbe pure confermato da ciò che fu ritrovato negli stomaci dei due ragazzi, al momento della autopsia, cioè la pietanza non ancora digerita, che loro avrebbero consumato alla trattoria di San Casciano, la sera di sabato 7 settembre, come confermato dalla testimonianza del ristoratore.
Ho letto che Giuttari e Canessa obiettarono a questa confutazione che la perizia del Prof. Introna è stata falsata dal fatto che il corpo della Mauriot è rimasto troppo tempo al chiuso, all’interno della tenda, cioè in condizioni ambientali tali da favorire la comparsa precoce sul suo cadavere delle larve boschive.
Ma, secondo voi, è sufficiente a far rimanere in piedi la tesi accusatoria?
Io, sinceramente, comincio a nutrire seri dubbi…


P.S. Come mai, per postare un messaggio, mi tocca provare e riprovare...? Tutte le volte, mi dice che la password è errata, ma vedo che è quella giusta.

master ha detto...

Ciao Tub

Premessa: Se non vedi i commenti immediatamente e' perche' prima di pubblicarli li devo leggere. Non e' per mancanza di fiducia ma se qualcuno spara un affermazione diffamatoria nei guai ci finisco pure io, e di gente che in rete le spara grosse su questi delicatissimi fatti ce n'e' purtroppo tanta. Pero' dovrebbe comparirti l'indicazione della moderazione attiva quando posti, no?

Tornando alla datazione dell'omicidio 85 va detto che gia' all'epoca ci furono divergenze tra i vari periti, anche se alla fine fu solo l'equipe Maurri a mettere le mani sui cadaveri. Del resto secondo me senza la testimonianza del negoziante, che disse di aver servito i due francesi la mattina della domenica, l'ipotesi della retrodatazione avrebbe avuto un peso ben diverso nell'economia del processo, e pare che il negoziante abbia riconosciuto la ragazza dalla foto del documento, sostenendo che avesse lo stesso taglio di capelli quando invece e' certo che al momento dell'omicidio li portasse lunghi alle spalle. Per correttezza comunque bisogna dire che la perizia entomologica Introna e' solo indicativa visto che nessuno nreperto' le larve presenti sui cadaveri, e che l'esame visivo e' stato fatto solo sulla Mauriot, pero' la forbice temporale massima sembra comunque dare un indicazione incompatibile quantomeno con l'orario stabilito. Ovviamente in mancanza di confutazioni certe i giudici non hanno ritenuto di poter invalidare la testimonianza di Lotti solo per questo, pero' a mio parere avrebbero dovuto trarre altre considerazioni mettendo tutto insieme, perche'di incongruenze ce ne sono davvero troppe se si quarda al caso nel suo complesso.

ciao

Tub ha detto...

La testimonianza del negoziante: certo che sarebbe di importanza capitale, a conferma della tesi accusatoria. Però, se egli ha riconosciuto la Mauriot dalla foto che conosciamo, cioè quella che la ritrae coi capelli corti, come ha fatto a essere presa in considerazione come valida, visto che, appunto, la ragazza francese, al momento della morte, aveva i capelli molto più lunghi...? Sarebbe stata subito da scartare e da considerare il classico errore da scambio di persona. O no?
Riguardo alla perizia Introna, quindi, la Corte l'ha ritenuta meno probabile di quella Maurri, vista la differenza di condizioni in cui esse sono state effettuate? Cioè: la prima solo sulla base di una foto; la seconda, invece, sui cadaveri.
Ma che dire della testimonianza della sig.ra Carmagnini? Possibile che non sia stata considerata decisiva? Messa insieme alla perizia Introna, aumenta il suo peso specifico di tantissimo in direzione assolutoria.
No?

Tub ha detto...

P.S. Master, riguardo alle difficoltà di postaggio, ho trovato qual'era il motivo: non facevo l'accesso al mio profilo, prima di postare.
Ok, adesso tutto ok.

master ha detto...

Ciao Tub

A me consta che la consulenza Introna non arrivo' mai ad un dibattimento poiche' successiva ai processi. Non vorrei dire fesserie ma dovrebbe datare addirittura dopo il 2000\2001, e venne commissionata dal giornalista Spezi in occasione di una puntata di Chi l'ha Visto che trattava del caso Narducci-Mostro di Firenze. La discordanza tra periti di cui parlavo era quella tra Maurri e De Fazio, quest'ultimo propendeva per una retrodatazione(lo dice proprio Filasto').

La Carmignani verbalizzo' al momento di aver notato dello sporco davanti alla tenda e del disordine. Mi pare che la storia delle mosche e dell'odore venne recuperata in una testimonianza successiva, ma uno dovrebbe avere i verbali fatti nell0immediatezza per capirci qualcosa davvero. Certo e' che se anche nessuno di questi elementi e' sufficiente a confutare la data anticipata, presi ttti insieme valgono come numerosi indizi gravi e concordanti, tanto per rimanere in tema giudiziario.

Per quanto riguarda il riconoscimento della Mauriot bisognerebbe ancora una volta recuperare il verbale dell'epoca perche' i dubbi ovviamente vengono dalla parte della difesa. Tra l'altro mi pare che nel libro di Filasto' questo argomento venga trattato approfonditamente, ma adesso non ricordo bene poiche' la parte dei processi e delle indagini che portarono alle condanne non l'ho ancora ricostruita nei particolari, e me ce ne vorra' prima di arrivarci considerando il lavoro di verifica che ancora devo fare su quello che ho scritto fino adesso...!

ciao

roger ha detto...

Ciao Master, scusa se ti tempesto di post ma più leggo più mi faccio delle domande. Vorrei andare un po' controtendenza, nel senso che analizzando un po' di cose, a parte l'efferatezza dei crimini, sto mostro non mi sembra un serial killer dotato di grande astuzia e perizia. già dalla prima scena del crimine si notano evidenti errori: 1968 (ritengo lui responsabile): uccide in presenza di testimone, lascia acceso un indicatore direzionale facilitando le ricerche. gentilezza nei confronti del bimbo? mah..
1981 giugno:probabile fuga della ragazza?
1981 probabile collutazione (capelli , peli e pelle sotto le unghie e nelle mani dei ragazzi)
1982: scena del crimine completamente esposta, se si suppone che alla guida ci fosse ancora il Mainardi se per puro caso si fosse scontrato con una auto che sopraggiungeva, per completare l'opera avrebbe dovuto compiere una strage, comunque non può portare a termine il lavoro (strano che non cerchi di recuperare altri feticci).
1983: sbaglia completamente i bersagli!! non può asportare nulla!
1984: tre proiettili non gli bastano per uccidere un ragazzo, probabile reazione della ragazza (colpisce dal basso verso l'alto di striscio quindi era sbilanciato?)Lascia un impronta della mano e delle ginocchia!!! e tra la morte della ragazza e le escissioni passa del tempo, troppo. E' stato ferito? deve ripulire qualche cosa? passa qualcuno?
1985: il ragazzo riesce a scappare, sbaglia il taglio della tenda, forse non adopera dei guanti, lascia un impronta di scarpa, le escissioni del seno sono mal fatte, poi sbaglia i tempi per la spedizione della busta: la ragazza mai e poi mai avrebbe perso il primo giorno di scuola della figlia quindi è stata assassinata di sabato sera, in un posto altamente frequentato, quindi deve aspettare un giorno prima di spedire, con errore di ortografia (!), la busta alla procura, come poteva sperare che arrivasse prima della scoperta?
se poi è vero che possiamo supporre diversi attacchi falliti, allora si evidenzia una strana incongruenza: per uccidere il mostro doveva sapere dove come e quando (magari seguendo le vittime) ma poi (come per i tedeschi) sbaglia a capire se uno è donna o uomo! mah.
tu che ne pensi?
a presto
Roger
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master ha detto...

Ciao roger

Penso che trattandosi di un serial killer che agisce in condizioni ambientali difficili, sebbene a lui favorevoli per tanti aspetti, sarebbe impossibile che non si verificassero errori. Penserei a dei pasticcioni solo nell'ipotesi che si fosse trattato di un gruppo, allora si non troppo abile.
Considera che alcune delle valutazioni che fai vanno corrette, come ad esempio la fuga della ragazza nell'81, che non ci fu. Io l'ho riportato semplicemente come fatto storico nel senso che era quanto si leggeva all'epoca sui giornali. Neppure, a quanto se ne sa, ci fu colluttazione nel caso di Calenzano, o almeno questa fu la conclusione dei periti che identificarono capelli e peli come appartenuti alle stesse vittime. In tempi recenti sono state fatte delle ipotesi diverse da persone autorevoli, ma rimangono solo ipotesi perche' non c'e' piu' nulla di quei reperti.
Sulla famosa beffa dell'85 c'e' da dire che sia anche questa solo un ipotesi ,e che comunque quasi gli sarebbe riuscita se non fosse stato per il cercatore di funghi.

Per me il mostro di Firenze non era quel genio del male che tutti volevano far apparire negli anni 80, ma neppure un idiota. Ho ad esempio un idea molto diversa sull'"errore" dei due ragazzi tedeschi, errore che non si e' mai cercato di correlare seriamente a quello strano ritrovamento della rivista gay accanto al furgone, e ho pure una suggestiva illazione per spiegare il "republica" della busta. Detto questo ammetto che allo stato attuale e' sempre possibile trovare una duplice lettura dgli elementi che conosciamo, e non e' detto che il mostro non fosse alla fine un oligofrenico (cosa di cui pero' personalmente dubito assai)

Ciao

roger ha detto...

Ciao Master,
nemmeno io credo che fosse un idiota, forse poco oganizzato in alcuni frangenti, nel caso della beffa del 85, solo la noncuranza della signora che alla domenica pomeriggio senti quello strano odore e non si insospettì di nulla pur essendo in pieno periodo fece scoprire i corpi più tardi. a ben vedere pare che un sacco di gente passasse da quelle parti. mi piacerebbe conoscere il tuo pensiero sugli argomenti che hai accennato quale l'errore sulla busta e lo sbaglio dei due ragazzi tedeschi, ti ritengo molto preparato e capace nelle valutazioni delle ipotesi quindi te ne sarei grato se mi facessi partecipe delle tue idee.
a presto

master ha detto...

Ciao roger

La suggestiva illazione sul republica e' talmente suggestiva che rasenta la stupidaggine. Prima di fare la figura del fesso voglio pero' spulciare un po' piu' affondo i giornali dell'epoca, poi la dico, non ti preoccupare che tanto di fare figuracce mi interessa poco o nulla :-))

Sull'errore dei tedeschi invece si tratta di una semplice constatazione, ovverosia che su quella rivista nessuno ha mai riportato il rilevamento di alcuna impronta (per quel che ne so) nonostante la rivista fosse in ottime condizioni, tanto da far ritenere che fosse stata lasciata li da poche ore. Non solo, ma ho appreso che la rivista non era semplicemente strappata, bensi' tagliata con uno strumento.
Se non c'erano impronte qella rivista non poteva essere dei ragazzi tedeschi, ne tanto meno di un ipotetico guardone rimasto deluso dalle mancate evoluzioni dei ragazzi, il che ci lascia con una sola possibilita'. Il mostro ha portato con se quella rivista per lasciarla in quel luogo, e se lo ha fatto le vittime erano predeterminate. Voleva due maschi per esternare il disppunto per essere stato additato come omosessuale represso? Ovviamente non lo so', ma nella rempta ipotesi che fosse cosi' si spiega anche perche' impieghi ben 15 mesi per trovare l'occasione giusta.

Ciao

ghepardo ha detto...

salve Master, (era da molto che non passavo da queste parti sempre interessante leggere le novità!)

mi ha colpito molto la tua affermazione secondo cui il mostro avrebbe portato con se il giornaletto porno per lasciarlo sulla scena del crimine, dimostrando il fatto che le vittime entrambe di sesso maschile erano predeterminate.
Se fosse veramente così significa che tutto il castello di carte del mostro-che-uccide-per-i-feticci (l'omicidio-rituale, la setta, eccetera) crollerebbe irrimediabilmente... non trovi?

master ha detto...

Ciao ghepardo

Perdonami per la risposta dilatataq nel tempo oltre misura, ma per qualche settimana ho avuto poco tempo da dedicare al blog e qualche post mi e' sfuggito.

Premetto che quell'ipotesi e' legata all'eventualita' che sulla rivista non sia stata trovata alcuna impronta e che in parte sia stata fatta a pezzi con una lama. In questo caso non so' proprio come possa spiegarsi altrimenti quel reperto.
Credo comunque che se non siamo innanzi ad un errore, la spiegazione di questo omicidio rientri nell'ottica della sfida. Piu che agli inquirenti forse all'opinione pubblica, che per voce dei giornali lo dipingeva ora come un mammone affetto da complesso edipico che mai tocca il seno sinistro, ora come omosessuale represso. Ovviamente chi ritiene valida la pista sarda puo' trovare una spiegazione molto piu' pragmatica.

Ciao

jj74 ha detto...

ciao Master
complimenti per il blog naturalmente. Ho un dubbio circa la via di fuga di Jean Michel, nel tuo schemino esce dalla tenda, si trova davanti l'assassino, gira a destra, fa il giro della tenda e fugge dalla parte opposta. Da cosa si deduce che, all'uscita, il ragazzo abbia preso verso destra? ci sono delle macchie di sangue sul fogliame da quella parte della tenda? o sul lato corrispondente della tenda stessa? Non potrebbe essere andato verso sinistra?
ciao

manuele ha detto...

Ciao Master,

complimenti x il tuo blog, e' veramente esauriente e per uno come me che ha iniziato a interessarsi del mostro da poco credo che sia il massimo!
Volevo chiederti due cose:
nell ultimo delitto il mostro dopo aver ucciso i 2 francesi si e' lavato le mani in un lavatoio distante pochi km dal luogo ( questa particolarita' viene descritta anche nel libro di Gabriella Carlizzi )...nel 2009 nei boschi di bagno a ripoli due fidanzati sono stati trovati morti..la polizia chiudera' la vicenda con un omicidio -suicidio, prima il ragazzo uccide la fidanzata e poi si taglia la gola.
una cosa mi ha colpito pero'..La Nazione scrive che il ragazzo dopo aver ucciso la sua fidanzata che voleva chiudere con lui , si e' lavato le mani in una fontanella.
certo potra essere mia fantasia, ma mi chiedo e volevo porti questo quesito: se volova morire perche' lavarsi le mani prima? forse perche' ha deciso dopo di suicidarsi? ecco , io ho trovato queste due analogie: lavatoio fontanella-lavaggio delle mani.
cosa ne pensi in merito?
ti ringrazio

master ha detto...

Ciao manuele

Il caso del 2009, che ovviamente nulla ha a che vedere con questa vicenda, ha "scosso" un po' tutti quelli che continuano ad occuparsi del Mostro di Firenze, compreso il sottoscritto quindi. Perche' poi l'omicida di bagno a ripoli abbia messo in atto quel comportamento proprio non saprei, e forse sarebbe piu' indicato il parere di uno psicologo. Pero' sulla storia dell'analogia con il lavatoio di scopeti ci andrei molto cauto. Nel senso che non c'e' la benche' minima indicazione che il mostro sia arrivato fino a quel benedetto lavatoio, anzi, secondo me andrebbe proprio escluso.

Ciao

La Verità ha detto...

Ciao Master,ho letto sopra la tua ricostruzione dei fatti,molto bene,anch'io penso che il ragazzo si sia finto morto e non perchè sia stato raggiunto da colpi che ne potessero compromettere momentaneamente i movimenti o per lo schock,lui è stato molto bravo e paziente a fingersi morto,ha aspettato le successive mosse dell'assassino per vedere il da farsi e in caso tentare una azione di difesa,improbabile,o la fuga, il mostro si è diretto verso l'ingresso della tenda posteriore(quello dove la macchina)passando a destra della tensa,ha praticato un taglio di 40 cm,il ragazzo a questo punto ha la certezza che il mostro è dalla parte opposta della tenda,prova a fuggire verso la strada,l'assassino vede che il ragazzo esce,gli si para contro passando dalla parte destra della tenda,il ragazzo va verso l'auto passando invece dalla parte sinistra della tenda,l'assassino passa alla sinistra della tenda e va verso il ragazzo,il quale è indeciso sul da farsi,si appoggia all'auto e lascia l'impronta di sangue,quindi vede che l'assassino è ormai vicino e si dirige verso il punto nel quale è stato effettivamente trovato.Comunque credo che si possono trovare soluzioni verosimili anche valutando e prendendo in considerazione la presenza di due o più persone.E'chiaro che il ragazzo è stato costretto a fuggire verso l'auto perchè l'altra via era sbarrata,benchè più semplice e veloce da seguire,lo avrebbe portato direttamente sulla strada a chiedere aiuto.

La Verità ha detto...

Ciao,Master nello schema del luogo sopra è stata fatta una dimenticanza abbastanza importante,davanti all'ingresso principale della tenda,quello da cui è uscito il Ragazzo c'era un grosso albero al suo centro-sinistra,il ragazzo esce fuori e si trova il grosso albero davanti e leggermente spostato alla sua sinistra,va a destra dell'albero per andare sulla strada,il mostro si accorge nel frattempo che il ragazzo è uscito e sta passando a destra dell'albero,il mostro passa alla (sua) sinistra della tenda e sbuca proprio da dietro l'albero,il ragazzo butta a terra o sbilancia il mostro che esplode due colpi da vicino,infatti colpisce il gomito ed un dito del ragazzo che si stava difendendo con il braccio,il mostro sbilanciato spara dal basso verso l'alto,le ferite ravvicinate provocate dai colpi della pistola producono la gora di sangue visibile presso l'albero,quindi il ragazzo, solo a questo punto, passa a sinistra della tenda con alle calcagna l'assassino,il quale ha solo un colpo in canna e ha deciso di riservarlo per la ragazza,come poi avviene,quindi è costretto per sua scelta a fare tutto con il coltello,questo scarta definitivamente l'ipotesi che le pistole fossero 2 se no bastavano altri 2-3 colpi seppur al buio quasi completo per risolvere la questione,no,il mostro ha un colpo solo in canna,e anche se i proiettili reperiti dai carabinieri sono 9 sono convinto che un proiettile sia sfuggito alla ricerca per imperizia.Quindi ricapitoliamo,il ragazzo è ferito abbastanza gravemente al gomito e ad un dito,è appoggiato alla Golf e sta sporcando il montante sinistro dell'auto con la seconda pozza di sangue,il mostro sta sopraggiungendo da sinistra della tenda verso l'auto,il ragazzo fugge a questo punto verso lo stradello situato all'ingresso della piazzola che lo porterebbe sulla strada,il mostro arrivato all'altezza dell'entrata posteriore della tenda cosa fa? semplice,torna indietro e si para per la seconda volta all'imbocco dello stradello,il ragazzo è costretto e fuggire alla sua sinistra finendo nel punto in cui è stato ritrovato,questa dinamica si può spiegare solo se l'assassino fosse stato uno solo perchè con due assassini il giovane avrebbe fatto poca strada e forse non sarebbe neanche uscito dalla tenda.

master ha detto...

CIao LaVerita

Premetto che quel tentativo di ricostruzione inserito a fine post e' solo un annesso che cerca di mettere insieme le evidenze piu' macroscopiche in un modo congruo, senza cioe' contraddizioni logiche. Per una vera ricostruzione servono dettagli che non so neppure se siano stati rilevati.

Detto questo mi permetto di fare qualche osservazione sulla possibilita' che la vittima fuggita dalla tenda sia stata attinta al gomito da distanza ravvicinata davanti alla stessa. Se anche fosse successo quello che dici, e ritengo che in quel caso sarebbe stato davvero difficile poi per il ragazzo riuscire a raggiungere il secondo spiazzo, certamente "la gora" ematica non puo' essere attribuibile a questa eventualita' visto che il sangue e' dello stesso gruppo di quello della povera signora Mauriot.
Altro punto riguarda il sangue sulla golf, certamente del ragazzo, ma che ha una consistenza minima. Questo fa pensare ad una dispersione da una delle ferite piuttosto che ad un imbrattamento da contatto-
Anche la possibilita' che l'omicida potesse tenere a mente il numero di colpi che gli rimanevano lo considero molto poco probabile data la concitazione degli avvenimenti.

Per quanto riguarda la presenza di piu' persone va fatta invecee un attenta analisi.
Certamente piu' persone, immaginiamo per il momento due, si sarebbero posizionate entrambe dallo stesso lato della tenda. Lo sparatore innanzi a questa e l'altro spostato verso il centro del sentiero, quindi sulla destra dello sparatore e piu' indietro.
Al complice sarebbe stato assegnato quindi il duplice compito di rilevare l'arrivo di eventuali testimoni e di controllare la scena per intervenire in caso di necessita'.
La fuga del ragazzo e' proprio quella situazione a cui il complice dovrebbe porre rimedio lanciandosi immediatamente contro la vittima che scappa. In effetti il ragazzo sembra essere riuscito a scendere verso l'accesso del secondo spiazzo che poi imbocca chiudendosi in trappola, quindi questa deviazione del percorso potrebbe essere dovuta ad un secondo uomo che dallo stradello gli si fa incontro sbarrandogli la strada. Dovremmo pertanto immaginare che il complice fosse parecchio piu' indietro rispetto allo sparatore e questo mi lascia perplesso, cioe' che il secondo uomo fosse tanto distante dalla scena da permettere al ragazzo di scendere fino all'imbocco del secondo spiazzo prima di riuscire a raggiungerlo.
Ipotizzare la presenza di piu' di due persone mi sembra invece totalmente inverosimile.

Ciao