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giovedì 1 ottobre 2009

La cronaca - 1974 -

1974


Tra i fatti di cronaca piu' eclatanti che precedettero uno dei delitti del mostro di Firenze vi e', il 4 Agosto proprio di quest'anno, l'attentato al treno Italicus, epilogo di una lunga stagione di attentati di matrice eversiva. La cronaca locale include pero' anche episodi molto meno eclatanti, ma certamente piu' interessanti nella fattispecie, come quello verificatosi il 14 settembre a Pisa dove il professor Sergio F. viene ferito da un pacco incendiario speditogli l'11 Settembre dall'ufficio postale Pisa - ferrovia. Il professore e' ordinario di Fisica tecnica alla facolta' di Ingegneria, ma non e' coinvolto in alcun movimento politico. L'innesco sofisticato dell'ordigno fa ritenere che si possa trattare di uno studente della stessa facolta'. Ma in questo stesso anno, il 12 Maggio, l'Italia diceva definitivamente si all'istituzione del divorzio in seguito al risultato del referendum abrogativo promosso dalle forze conservatrici in occasione dell'approvazione nel 1970 della legge Fortuna.

16 Settembre

"Uccisi con cento colpi di cacciavite" di Riccardo Berti



E' con questo articolo che in provincia di Firenze per la prima volta ci si rende conto che un maniaco omicidia infesta le tranquille campagne fiorentine. Ma e' anche il primo articolo che mette in luce i tentennamenti delle indagini, che nell'immediatezza del fatto non riescono neppure a rilevare gli strumenti che hanno cagionato la morte dei due giovani, scambiando i colpi di pistola per ferite da punteruolo



Viene ricostruita la serata fino al momento della scomparsa, riportando che Pasquale e la sorella Cristina sarebbero partiti da Pontassieve verso le 20:30 diretti al Teen Club di Borgo, che quella sera inaugurava la stagione invernale. Pasquale avrebbe lasciato la sorella al locale per dirigersi verso Pesciola , dove avrebbe preso la fidanzata per recarsi poi assieme alla discoteca. Dopo le 22:00 i due giovani sarebbero spariti senza lasciare piu' alciuna traccia. Intorno all'1:00 la sorella del Gentilcore si sarebbe fatta riaccompagnare a casa da alcuni amici, dando l'allarme per la scomparsa del fratello.

17 Settembre

Dopo la prima impasse, il giornale pubblica i dettagli reali dell'omicidio, indicando i 5 colpi di pistola che hanno ucciso il ragazzo,e la borsa ritrovata su segnalazione anonima a 300 mt, in un campo di granturco in direzione di Sagginale. Il diario della ragazza comincia a venire dato in pasto all'opinione pubblica, riportando inizialmente stralci che non aggiungono nulla alla comprensione di quello che poteva essere successo. Al contempo si scava nella vita familiare del ragazzo, forse suggerendo che ad agire possa essere stato qualcuno con la volonta' di vendicarsi trasversalmente di uno sgarro commesso nel passato dal padre. Viene anche data notizia di una Giulia vista a fari spenti nei pressi della strada sterrata che portava al luogo del delitto.

18 settembre

"L'assassino di Borgo sparo' anche a Stefania"



La necroscopia sul corpo martoriato della ragazza mette in evidenza che anche lei e' bstata ferita in modo non grave da alcuni (tre) colpi di pistola, per poi venire uccisa con altrettanti fendenti d'arma bianca al torso. Le altre 93 ferite risulteranno superficiali e inferte post mortem.
Ancora non si sa se la giovane sia stata violentata, ma la profanazione del cadavere con il trralcio di vite, e la disponibilita' di una pistola da parte dell'assasssino, spingono verso un movente di vendetta, a cui pero' non si riesce a dare alcuna spiegazione. Dal diario della ragazza viene dedotta la conoscenza pregressa di quel campo da parte dei due fidanzati, che si sarebbero intrattenuti in quel luogo molte altre volte almeno sin dall'inverno precedente.


19 settembre

"Arrestato il teste di Borgo"

Gia' il giorno prima, in un occhiello dell'ultima ora, era stata data la notizia della ricerca da parte degli inquirenti di un teste particolarmente importante. Ora ne viene svelato il nome e l'origine meridionale. A quanto pare si tratterebbe della stessa persona che sin dal 18 era stata indicata come informata dei fatti, e descritta in modo errato nell'articolo di Berti come un giovane sardo propietario di una 127.


Dopo 5 ore di interogatorio diretto dal capitano Olinto Della'Amico, e dal tenente colonnello Scalzo dei carabinieri, Giovannini viene arrestato su mandato dei sotituti La Cava e Persiani. L'arresto e' conseguente ad una perquisizione che si sospetta nata da una segnalazione anonima, ma non viene mossa ancora alcuna contestazione formale in merito al duplice omicidio. L'articolo si chiude con il resoconto del funerale officiato dai sacerdoti Rodolfo Cinelli, vicario foraneo di Borgo, e Primo Grandi, parroco di Vitignano

20 Settembre



L'avvocato di Giovannini, Casabianca, riferisce dell'estraneita' del suo assistito all'omicidio di Borgo, spiegando che al Giovannini viene solo contestato il possesso di una carabina non denunciata e vaghe minacce ai danni di una coppia appartatasi in auto nei pressi della sua abitazione. I magistratoi confermano le dichiarazioni dell'avvocato, ribadendo che allo stato dei fatti non esiste alcun sospettato per il delitto dei fidanzati.

23 Settembre

Viene data notizia della testimonianza di una giovane tresidente nella zona di Pesciola. La ragazza avrebbe visto transitare verso le 21:15 lqa 127 del Gentilcore nei pressi di un passaggio a livello, e avrebbe escluso che l'auto fosse seguita da alcuno, visto che si era dovuta fermare per attendere l'elevazione della sbarra senza che sopraggiungesse nessun'altra autovettura.


25 Settembre


Viene data notizia della testimonianza postuma di due giovani che avrebbero sentito almeno un paio di colpi di pistola verso le 23:45. Secondo il capitano Dell'Amico, i due, mentre passavano sulla via di rabatta, all'altezza del tratturo dove furono rinvenuti i cadaveri, avrebbero sentito questi colpi, ma poi avrebbero tergiversato fino al 24 Settembre temendo di venire coinvolti nell'indagine. Viene inoltre riferita la testimonianza di 5 giovani che tra le 0:30 e l'1:00 avrebbero visto una berlina a fari spenti parcheggiata nei pressi della strada sterrata, e che avrebbe potuto essere una Giulia, ma forse anche una Bmw o una Simca

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