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Il seguente materiale contiene descrizioni e immagini di particolare crudezza che possono urtare la sensibilita' degli utenti piu' impressionabili

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mercoledì 11 marzo 2009

Strumenti













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Tavola delle fasi lunari





21 Ago 68 ----------14 Set 74---------- 6 Giu 81---------- 22 Ott 81


19 Giu 82---------- 9 Set 83---------- 29 Lug 84---------- 8 Set 85


-----------------------------------1985----------------------------------
FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Domenica, 8 Settembre 1985

IL SOLE
sorge 05:45 tramonta 18:41
Durata del giorno 12:56

LA LUNA
sorge 23:14 ( azimuth 50.4° )
tramonta 14:52 ( azimuth 309.1° )

Fuso orario: GMT+1


------------------------------------1984---------------------------------


FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Domenica, 29 Luglio 1984

IL SOLE
sorge 05:00 tramonta 19:43
Durata del giorno 14:43

LA LUNA
sorge 05:44 ( azimuth 61° )
tramonta 20:53 ( azimuth 294.9° )

Fuso orario: GMT+1


------------------------------------1983-----------------------------------


FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Venerdi, 9 Settembre 1983

IL SOLE
sorge 05:46 tramonta 18:39
Durata del giorno 12:53

LA LUNA
sorge 08:22 ( azimuth 93.4° )
tramonta 20:15 ( azimuth 262.5° )

Fuso orario: GMT+1

-----------------------------------1982------------------------------------

FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Sabato, 19 Giugno 1982

IL SOLE
sorge 04:33 tramonta 20:00
Durata del giorno 15:27

LA LUNA
sorge 02:58 ( azimuth 69.6° )
tramonta 17:38 ( azimuth 294.2° )

Fuso orario: GMT+1


---------------------------------1981 2-----------------------------------


FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Giovedi, 22 Ottobre 1981

IL SOLE
sorge 06:36 tramonta 17:23
Durata del giorno 10:47

LA LUNA
sorge 00:45 ( azimuth 67° )
tramonta 15:16 ( azimuth 290° )

Fuso orario: GMT+1

---------------------------------1981--------------------------------------

FIRENZE-PERETOLA ( 43.8N - 11.2E )
Sabato, 6 Giugno 1981

IL SOLE
sorge 04:34 tramonta 19:53
Durata del giorno 15:19

LA LUNA
sorge 08:41 ( azimuth 63.6° )
tramonta 23:37 ( azimuth 294° )

Fuso orario: GMT+1



Tipologia delle Armi


Le perizie balistiche nel tempo identificheranno i seguenti modelli di Beretta cal.22 tutti come compatibili con quella usata dall'assassino










Modello Calibro Lunghezza canna (mm) Nr. colpi nel caricatore Tacca di mira Mirino Peso (g)
73 .22 Long Rifle 150 10 Fissa sulla canna Fisso sulla canna 560 (fusto lega)
74 .22 Long Rifle 150 10 Regolabile sulla canna Fisso sulla canna 560 (fusto lega)



Munizioni Winchester cal.22 LR a piombo nudo e ramate



La caratteristica battuta del percussore lasciata dalla pistola dei delitti



macrofotografia dello stampo del percussore


Articolo della Nazione 1985 che specifica come fu stabilita la datazione delle munizioni




Analisi peritale sulla determinazione dei lotti di fabbricazione delle cartucce
reperibile QUI





Caratteristiche balistiche del cal. 22LR
Dal sito di earmi.it



Perizie balistiche del Processo Pacciani reperibili
Qui


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Mappa delle vie di comunicazione




Visualizzazione ingrandita della mappa

Collegamenti su diverse ipotesi sulla residenza dell'assassino

Vicchio


Signa




Montespertoli


San Casciano



Una mappa di probabilita' sulla localizzazione della residenza dell'assassino calcolata da Mariano Tomatis mediante i principi dell'equazione di Rossmo

http://www.marianotomatis.it
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Vie di comunicazione 1980





Casistica e profilazione

La busta inviata nel 1985 al sostituto procuratore Silvia della Monica

L'indirizzo sulla busta venne composto con alcune lettere ritagliate da piu settimanali popolari nazionali. L'indirizzo reca numerosi errori che fanno ritenere di avere a che fare con una persona con una bassa scolarizzazione, che cerca di interpretare la forma corretta di composizione di un documento ufficiale senza peraltro riuscirci. L'abbreviazione Dott. viene usata al posto della piu' corretta Dot.ssa, il cognome viene inserito prima del nome, la parola "REPUBLICA" viene composta con una sola B , ma lo scrivente si preoccupa di inserire il trattino dell'andata a capo.



Affrancatura castello di Bosa 450 Lire. Contrariamente a quanto sostenuto da taluni autori, quali ad esempio l'Alessandri, e come fatto notare da Henry62, autore del blog mostro-di-firenze.blogspot.com, l'affrancatura era corretta per il valore vigente all'epoca

"I caratteri a stampa ritagliati provengono non da un quotidiano ma da periodici di tipo corrente, la cui carta ha un grado di lucentezza inferiore rispetto a quelli piu' quotati.
La busta e' di quelle in uso corrente e di vasta distribuzione. Per la chiusura e l'applicazione del francobollo e' stata usata colla in aggiunta a quella originariamente esistente. Per la chiusura colla di tipo UHU, per il francobollo colla a base di destrina. Quest'ultima e' stata usata anche per apporre le lettere che compongono l'indirizzo. All'interno della busta fu rinvenuto un foglio di carta ripiegato i cui margini erano stati incollati con colla di tipo UHU, e un frammento di sacchetto trasparente di polietilene che conteneva il frammento di tessuto umano (Relazione del servizio Polizia Scientifica di Roma-Divisione analisi merceologiche- 5 novembre 1985)"

L'indagine merceologica stabili' che si trattava di un prodotto della cartiera ICCI di Tolmezzo, di vastissima reperibilita'. L'esame indico' anche che le tre buste con proiettile, identiche fra loro, inviate ai tre magistrati Vigna Canessa e Fleury, erano dello stesso tipo commerciale della busta inviata alla dottoressa Della Monica. Stessa industria cartaria ma differenti per la morfologia del marchio di fabbrica e le dimensioni, e appartenenti ad una linea di produzione dedicata alla distribuzione presso i magazzini Upim.
Sul retro di una delle lettere ritagliate per comporre il testo dell'indirizzo si troverebbero alcuni riferimenti che, almeno secondo un difensore di parte civile, dovrebbero rimandare ad una pubblicazione di tipo pornografico.

Tariffe postali periodi precedenti

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Decreto del Presidente della Repubblica
25 settembre 1982 n. 687
periodo: 1.2.1983 - 31.5.1984

Lettera 400 fino a gr 20
Lettera 700 fino a gr 20 se non normalizzata
Lettera 700 da gr 20 a gr 50
Lettera 900 da gr 50 a gr 100
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Decreto ministeriale 24 maggio 1984
(Gazzetta Ufficiale n. 145 del 28 maggio 1984)
periodo: 1.6.1984 - 12.11.1985

Lettera 450 fino a gr 20
Lettera 900 fino a gr 20 se non normalizzata
Lettera 900 da gr 20 a gr 50
Lettera 1.100 da gr 50 a gr 100








Prepared by Special Agents (SA) John T. Dunn, Jr., John Galindo, Mary Ellen O'Toole, Fernando M. Rivera, Richard Robley and Charles Wagner in consultation w/ Special Agent (SSA) Ronald Walker and other members of the NCAVC.

Victimology
The limited victim background data available for the construction of this analysis did not indicate that any of the victims of this series of homicides could be considered to have been and particularly high risk for potential violent criminalization. Although all victims were apparently engaged in activities that might be considered risky, i.e. sexual activity at known "lover's lanes" or camp grounds during hours of darkness, the demographics of the surrounding area as well as the absence of information suggesting that these areas are considered high-crime areas, would suggest that these victims could be considered low-risk. As low-risk victims, it is not likely that they were particularly targeted for assault by the offender, but were simply victims of opportunity who were randomly available to him at the time and place he chose to engage in his assaults.

It is not probable that the offender knew or was personally acquainted w/ any of the victims. Rather, they were strangers to him and became victims simply b/c they were available to him when he chose the site for his attacks.

M.E. report
The autopsy reports for these eight incidents indicate that the assailant, in all but three cases, resorted to multiple attacks on his victims, using a firearm and at least one bladed weapon. The female victims of incidents #1 and #6 escaped post-mortem mutilation for varying reasons:

The presence of a child in the victims vehicle in incident #1 may have inhibited the assailant and the fact that the victims of one incident were able to flee the immediate assault site precluded the offender from following through w/ his typical mutilation. Incident #6 involves a homosexual couple, and will be addressed in later portions of this report.
It is significant to report that the assailant used multiple weapons in virtually all his attacks, and that his use of a knife, scalpel or other bladed instrument involved stabbing, slashing, as well as the cutting away of many of his female victim's breasts and vaginal/pubic areas. The significance of the nature, pattern and distribution of these injuries will be fully addressed in subsequent portions of this analysis.
As a result of the unavailability of other forensic reports (toxicology/serology), no further comment can be made regarding these areas. It is noted that none of the victims bear evidence of sexual penetration by the assailant.

Crime assessment
No attempt will be made to reconstruct a precise chronology or sequential scenario of this series of crimes. However, an analysis of these crimes from the perspective of significant offender behavior will be provided.

These eight assaults were, in the opinion of the analysts examining the submitted materials, perpetrated by the same offender, who acted alone. The attacks themselves are (?) classified as "lust murders." FBI research into crimes of violence indicates that lust murders typically involve the mutilation and/or displacement of the victim's breasts , genitals or rectum. Lust murders are distinguished from sadistic homicide in that lust murders involve the immediate incapacitation of the victim followed by post-mortem mutilation and the absence of typical sexual penetration. Instead of penis penetration, the lust murderer typically inserts foreign objects into victims vagina or rectum as well evidenced in incident #2 where a grapevine was inserted into the victim's vagina.

Site selection
It is likely that the offender is familiar w/ areas in which these crimes were committed. The offender is sufficiently familiar w/ these areas to know that they are routinely frequented by "dating" couples who may engage in various stages of sexual activity in the relative privacy these "lover's lanes" afforded them. Additionally, these areas are remote and generally rural in nature, and likely to be known only to individuals w/ an intimate knowledge of the Florence area. It is believed that the offender became more specifically familiar w/ the individual assault sites as a result of surveillance and pre-offense site selection. The remoteness of the areas allowed the offender to feel comfortable in knowing that he would not be detected during the time it took to complete his attacks.

FBI research has shown that offenders of this type tend to assault in areas where they feel comfortable and low-risk, such as near the offender's own place of work or residence.

Approach
Based upon review of the materials provided, the offender appeared to utilize the following techniques, once he had made his site selection. The offender stalked his victims at the scene in order to obtain a position of advantage and to observe and hear the victims. The offender is then likely to have surveilled his victims until such time that they were pre-occupied and engaged in some form of sexual activity. It was at that moment that the offender chose to strike, utilizing surprise, speed and an immediately incapacitating weapon. This particular style of approach is generally indicative of an assailant who has doubts about his own ability to control his victims, who feels sufficiently inadequate in interacting with "LIVE" victims, or who feels incapable of direct confrontation.

Assault
The offender utilizing a "blitz" approach, discharged his weapon multiple times at close range, focusing first on the male victim, thereby negating his most immediate threat. Once the male victims had been neutralized, the offender felt sufficiently safe to perpetrate his attack upon his female victims. The expenditure of numerous rounds indicates that this assailant wanted to ensure that both victims were dead before beginning his post-mortem mutilation of the female victims. The female victims are the obvious focus of the offender's attention, the males represented only an obstacle that had to be removed.

In homosexual case (#6) - offender failed to mutilate and believed to have been disgusted to learn both were males. "Possession" and ritual are very important to this offender. This would explain why the female victims were generally removed some distance from the vehicles containing their male companions. The need for possession, as well as the offender's ritualized display of anger with women in general is further demonstrated by the removal of the victim's breasts and genitals. Despite the absence of penis penetration/ejaculation by the offender, these are all sexually motivated offenses. Mutilation of his victim's sexual organs represents both the sexual inadequacy of the offender as well as his anger toward them.

Weapon
The .22 caliber weapon consistently used by the offender is a weapon of choice for him. During the 17 years spanning these attacks, it is quite likely that the offender would have had the opportunity to replace this weapon with another, perhaps a more powerful one. He has not, however, chosen to do so. Furthermore, in spite of having left ejected cartridge casings behind at all the crime scenes, the offender has retained his weapon throughout this series of assaults. This offender is quite comfortable handling and using this weapon, and may well have acquired such familiarity with weapons through legitimate means, such as hunting, target shooting or military training. The consistent use of the same weapon as well as the ritualized manner of approach/assaults strongly suggest that the weapon is part of a "kit" that this offender used exclusively for his attacks and for no other reason. This "kit" is likely to contain a firearm, a knife and other bladed weapon, ammunition, and possibly specific clothing or other implements that he uses only during these assaults. The offender's overall behavior at the scene, including his use of the same and specific implements of crime, suggest that the ritualism inherent in this series of attacks is so important to the offender that he must repeat his offenses in an identical manner in order to achieve satisfaction.

It is noted that a .22 caliber bullet (unspent) identical to those used in these assaults, was located in front of a local hospital. It is not likely that the offender left the bullet there in an effort to taunt police, but was dropped accidentally by the offender who may have had some legitimate reason to visit the hospital or vicinity, i.e. sought medical treatment or worked at the hospital or in the vicinity. It is also possible that he may have visited the hospital if he believed the victim's bodies to have been taken there after the discovery.

Souvenirs
Research into similar crimes has shown that lust murderers often remove items from their victims. These items may be articles of clothing, or more personal possessions such as a piece of jewelry, or lock of hair, etc. Frequently, lust murderers may remove part of the victims body, such as a finger, ear or more particularly, a nipple, breast or other sexual organs. These items are taken as a souvenir, and enable the offender to relive the event in his fantasies for a period of time. These items are often retained for a fairly extensive period of time, once they serve no more useful purpose, the offender is likely to discard them occasionally at the scene of the murder or at the victim's grave site. Occasionally, the lust murderer may consume the victim's body part in order to tally "possess" his victim.

The mailing of the genitalia from the female victim of the last assault is indicative that this offender attempted to "taunt" police, suggesting that the publicity and attention directed at this case was important to him, and also indicating an increased sense of confidence on his part.

Offender traits and characteristics
a) Contemporary research conducted by the NCAVC coupled w/ offender based statistics, strongly suggests that crimes of interpersonal violence usually occur intra-racially. Therefore based on available statistics and the absence of specific information to the contrary in these attacks, your offender is more likely to be a white male of Italian origin who is native to the area.

b) The offender is most likely to have been in his mid to late 20's when he began this series of assaults in 1968. This would currently place him in the mid 40's age range. "...if your offender has a lengthy criminal history w/ periods of institutionalization or incarceration, he could be several years older than this age range."

c) The assailant is very familiar w/ the specific crime scenes and with the Florence area in general. He is comfortable there, and is likely to have close ties to the area evidenced by his lengthy absences but subsequent return to the area on two occasions. Likely to be a native to the area, and may still have family members residing there.

d) The offender is best described as having average intelligence. Likely to have completed his secondary education or the equivalent within the Italian education system.

e) He is most likely to be employed in a semi-skilled capacity requiring use of his hands. He is not likely to have much contact with the public in his job due to his feelings of inadequacy. He may exhibit erratic work habits.

f) The offender is most likely to have lived alone during the years spanning these assaults in a lower middle class neighborhood. If not living by himself, he will have resided w/ some family member on whom he is at least in part financially dependent, such as his mother, aunt, grandmother or older sister. He is not likely to be married, since he is not able to sustain successful relationships w/ peer-age women.

g) The offender is sexually inadequate and immature person who has had little if any consensual sexual contact with a peer-age female. He is likely to suffer from a sexual dysfunction.

Research suggests the offender use of alcohol or drugs prior to the assaults serves to lower inhibitions and to build up his courage to proceed w/ the assaults.
The offender is likely to have a preference for pornography, particularly which depicts graphic male-dominant violence.
The offender is likely to have served in the military
Offenders of this nature rarely stop their assaults for long periods of time without specific reason.
It is noted that this assailant was not active in the Florence area between 1968 - 1974 and 1974 - 1981. Probable that offender resided elsewhere during those periods or was otherwise inhibited from acting. Legitimate absence could have resulted from a change of jobs, attending school, foreign travel/work, military service, or was incarcerated for totally unrelated offense during this period and institutionalized for treatment of a mental illness.
h) The offender's residence is consistent with his economic status, and is not likely to be far from the area where he committed these offenses. As stated previously , his most likely place of work or residence is apt to fall within the cluster center or in close proximity to his first attack.

Post-offense behavior
The assailant feels no remorse for his victims nor guilt. His primary emotion will have been the fear of possible discovery. Following each incident he is more likely to have been nervous or edgy and may have appeared pre-occupied to those around him.

Following each assault, the offender would have gone to a place of comfort and safety, most probably his own residence...cleaned himself and his clothing as well as his implements, and would have returned his weapons to their "hiding" place for storage until the next assault. Items of a personal nature that he removed from his victims are likely to have been placed in a safe, secure place accessible only to the assailant.

The grotesque nature of these crimes have had the effect of shocking and horrifying the community. Therefore the offender closely followed all media reports of the crimes and is very likely to have cut articles pertaining to the offenses our of newspaper and placed them in a "scrap book" or album. He may also have kept diaries or journals.

The offender may have returned, and still may return to the scene of previous offenses to relive in his fantasies, his prior experiences. Shortly after the discovery of bodies at various sites, the offender may well have visited the scene to assess the extent of the police investigation through indirect or informal contact with the police.

The offender is likely to assault until apprehended, incapacitated, or otherwise inhibited from acting.


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La mattina del 20 Giugno 1982, nella piazzola dove era stata aggredita inizialmente la coppia fu recuperata una confezione di Norzetam che apparentemente era stata gettata da poco tempo. Si sospetto' che a fare uso di quel medicinale fosse stato proprio l'assassino nel tentativo di recuperare il controllo emotivo data l'evoluzione non prevista dell'aggressione.

Il principio attivo del Norzetam e' il piracetam , 2-Oxo-1-pyrrolidineacetamide, appartenente alla classe dei nootropi pirrolidonici (racetam).



Pirrolidina


Nella fattispecie rappresenta un derivato ciclo lattamico dell'acido gamma ammino butirrico, neurotrasmettitore inibitorio del CNS. Il probabile meccanismo d'azione risiede proprio nel potenziamento della trasmissione colinergica, nonche' nella capacita' di migliorare il metabolismo neuronale e favorire la comunicazione tra gli esmisferi attraverso la via del corpo calloso.




Acido gamma Amino Butirrico (GABA)





2-Oxo-1-pyrrolidineacetamide(piracetam)



ATTENZIONE, le seguenti indicazioni non sostituiscono il foglio illustrativo contenente le istruzioni di assunzione e le informazioni sul farmaco


NORZETAM
IPFIINDUSTRIA FARMACEUT.Srl
PRINCIPIO ATTIVO:
Una bustina contiene: Piracetam 833,25 mg.
ECCIPIENTI:
Glicerolo, Sodio saccarinato, Metile p-idrossibenzoato, Propile p-idrossibenzoato,Aroma di pompelmo, Acido cloridrico, Acqua distillata.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA:
Neurotrofico.

CONTROINDICAZIONI:
Ipersensibilita` verso i componenti. Insufficienza renale severa. Il rischio dieffetti dannosi a carico del feto e/o del neonato a seguito di assunzione di Piracetam non e` escluso; pertanto l`uso di Piracetam in gravidanza e/o nell`allattamento e` da riservare a giudiziodel medico, ai casi di assoluta necessita`.

AVVERTENZE SPECIALI:
Poiche` il farmaco puo` comportare come effetti indesiderati agitazione psico-motoria e disturbi del sonno i pazienti devono essere informati che occorre cautela nell`uso di macchinari pericolosi comprese le automobili fin quando non sono certi che il trattamento conil farmaco non interferisca negativamente. Gli eccipienti del prodotto includono il glicerolo, dannoso ad alte dosi. Puo` causare disturbi gastrici e diarrea.

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La posologia e' oggi in Europa declinata alle indicazioni del medico che effettua la prescrizione (obbligatoria, forse non nel 1982), ma viene comunque suggerito l'uso base di 3 bustine al giorno.


L'effetto inizia tra i 30 e i 60 minuti dopo l'assunzione


Letteratura sul piracetam anni 72-82--sintesi--


Il piracetam appare in letteratura a partire dal 1972 con studi sugli effetti protettivi contro l'ipossia cerebrale. la senescenza. e l'eventuale uso in campo psichiatrico sia adulto che infantile.
Gia' dal 73 l'aspetto della senescenza comincia a diventare quello piu' studiato, sull'onda delle promesse che all'epoca la farmacologia faceva in ambito di contrasto dell'invecchiamento (vedi il caso gerovital alla fine degli anni 50)

Piracetam and senility]
Graux P, Gallet Y.
Lille Med. 1973 Apr;18(4):487-8. French. No abstract available.
PMID: 4753891 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Compaiono studi sull'uso del piracetam anche come coadiuvante nei trattamenti post ictus e nel recupero di funzioni in soggetti con commozione cerebrale, nonche nei trattamenti per il recupero di amnesie post shock elettrico
Nel 1974 compare il primo studio sul recupero di funzioni corticali in soggetti alcolizzati. A partire dal 76 iniziano gli studi nel campo che oggi viene definito delle smart drugs, ovvero l'uso dei farmaci non a fine terapeutico ma di potenziamento di funzioni in soggetti sani

Usefulness of piracetam in intensive care.
Godard JP, Goerens C, Grelier C.
Acta Anaesthesiol Belg. 1976;27 suppl:115-22. No abstract available.
PMID: 1015210 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Increase in the power of human memory in normal man through the use of drugs.
Dimond SJ, Brouwers EM.
Psychopharmacology (Berl). 1976 Sep 29;49(3):307-9.
PMID: 826948 [PubMed - indexed for MEDLINE]


Sempre nel 1976 si testa l'uso di questa sostanza nella terapia di supporto per il trattamento degli alcolisti, un area di ricerca battuta ancora negli anni successivi

[The efficacy of Piracetam on the mental functional capacity of chronic alcoholics (author's transl)]
[Article in German]
Binder S, Doddabela P.

nel 77 compare un lavoro italiano sull'uso del piracetam nella dislessia dei bambini, nel tempo questo uso verra' indagato da altri studi. Nel 78 cominciano ad apparire indicazioni nel trattamento della schizofrenia, e si comincia a vagliarne il potenziale ansiolitico non sedativo
Sempre nel 1978 i russi cominciano ad interessarsi a questa molecola e ai suoi effetti sull'attenzione in condizioni di stress, e nell 81 vengono pubblicat i primi risultati

[Tranquilizing effect of n-dipropylacetate and other GABA-ergic substances in conflict situations]
[Article in Russian]
Kharlamov AN, Raevskiĭ KS.

Ancora nell'81 si torna a puntare sulle proprieta' anti senescenza, e nel 1982 compare uno studio sulle propieta' antistress e defaticanti del piracetam comparate a aquelle del gingseng

Antistress and antifatigue properties of Panax ginseng: comparison with piracetam.
Banerjee U, Izquierdo JA.


Fonti:

SIGMA-Aldrich catalog

http://www.sigmaaldrich.com/catalog/ProductDetail.do?N4=33895|FLUKA&N5=SEARCH_CONCAT_PNO|BRAND_KEY&F=SPEC

PubMed

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/portal/utils/pageresolver.fcgi?log$=activity&recordid=1238425373088032


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Consulenza entomologica forense eseguita dal prof Introna sull'omicidio 8 settembre 1985 reperibile Qui




La caratteristica notevole del vetro
presa in considerazione nella seguente trattazione e' il diverso comportamento che esibisce rispetto alla forza di compressione e a quella tensionale. L'impatto di un oggetto sulla superficie di una lastra di vetro al tempo Dt-> 0 produce una compressione a cui il materiale risponde deformandosi secondo un basso coifficiente di elasticita', e generando una tensione sulla superfice opposta a quella di contatto che si traduce rapidamente in una frattura radiale.


La frattura radiale iniziera' pertanto sempre sulla superficie opposta a quella di contatto dove ha avuto inizio la compressione (grafico centrale in Fig)

Quando l'energia del sistema non puo' piu essere scaricata dall'estendersi della frattura radiale, sulla superficie opposta all'impatto comincia a formarsi una forza compressiva secondaria che genera una tensione analoga in senso inverso. La nuova tensione retrograda induce un secondo fenomeno di frattura concentrico che origina sulla superficie su cui e' avvenuto l'impatto iniziale

Le fratture concentriche inizieranno pertanto sempre sulla stessa superficie su cui e' iniziato l'impatto
(terzo grafico di Fig.)


Conoscendo la genesi della frattura (radiale o cencentrica) e' possibile recuperare l'informazione sull'origine del punto d'impatto osservando la sezione dei frammenti rimasti in loco.
In sezione sono infatti rilevabili una serie di markers denominati Hackle (pennacchi) piu' o meno paralleli tra loro che indicano la superficie d'impatto a seconda del loro orientamento (Fig.C, D)




Fig.C



Fig.D

Nel caso di impatti ad alta velocita', come per i proiettili d'arma da fuoco, entrano in gioco anche altri fenomeni determinati dalla propagazione nel mezzo di onde Hertziane ad alta energia, e con velocita' fino a 20 volte superiori a quella della formazione del tramite prodotta dal proiettile. Tali onde sferiche generano un cono d'uscita (Fig F) sulla superficie opposta all'impatto che puo' essere esemplificato come un vero e proprio cratere (Fig E).


Fig.E

Fig F



Fig.F2



Determinazione della sequenza di sparo

Piu' colpi portati contro la stessa lastra di vetro possono essere valutati secondo la loro sequenza temporale esaminando le fratture radiali nel punto ove quelle del primo si incontrano con quelle del secondo sparato. Come regola generale potremmo affermare che :

Le fratture radiali del secondo colpo termineranno sulle propaggini di quelle del primo








Vetro temperato

A differenza del vetro non trattato quello temperato presenta una maggiore resistenza alla tensione di frattura, ma al tempo stesso quando viene raggiunto il limite la rottura avviene in modo catastrofico. Lo sbiciolamento conseguente e' funzionale a criteri di sicurezza che lo rendono adatto per produrre i cristalli delle auto, in quanto dopo un urto non vengono prodotte pericolose schegge di grandi dimensioni, e le stesse mini schegge risultano ad angolo smussato, riducendo eventuali ferite agli occupanti del mezzo. Queste stesse caratteristiche pero' rendono difficile fare lo stesso tipo di analisi dettagliata precedentemente. In genere gia' al secondo colpo il vetro temperato si disintegra cancellando ogni riferimento del tramite, cratere d'uscita compreso, e inoltre le singole schegge non riportano gli Hackle di frattura, rendendo arduo determinare il lato d'impatto del proiettile.
Anche la sequenza dei colpi diventa di difficile ricostruzione, ma se il vetro non si rompe in genere il primo colpo risulta in un foro da cui dipartono brevi radiali seguite da un tipico mosaico di frattura con singoli elementi rettangolari. I successivi colpi non avranno elementi radiali







Vetro laminare

I vetri laminari sono costituiti da piu' lastre di vetro non trattato incollate l'una sull'altra mediante uno strato plastico che ne caratterizza il comportamento in caso di rottura. Tale tipo di cristallo e' utilizzato ad esempio per la costruzione dei parabrezza delle auto poiche' presenta notevole resistenza agli urti, e tende a non rilasciare schegge in quanto trattenute dall'elemento plastico interposto. Le caratteristiche realizzative del resto rendono difficile fare valutazioni sulla sequenza di sparo attraverso il test T (l'analisi della propagazione delle fratture radiali vista precedentemente), in quanto spesso su una delle sottili lamine vetrose ci sono fratture preesistenti che possono pesantemente falsare il risultato. E' invece sempre possibili fare valutazioni sul lato d'impatto mediante l'osservazione del cratere d'uscita, che e' spesso anche piu' facile da evidenziare poiche' la porzione di vetro nel punto d'impatto tende a preservarsi meglio.
Diverso il discorso della determinazione dell'angolo di tiro recuperato tramite l'estensione della retta ideale che va dal punto d'impatto del proiettile dopo l'attraversamento del vetro, ed il foro prodotto su questo durante l'attraversamento stesso. Nel vetro laminare il colpo puo' venire deviato anche di 15 gradi, e non c'e' modo di verificarne a priori il comportamento. Nel caso di colpi portati frontalmente da distanza ravvicinata si assiste spesso ad una deviazione verso il basso di 1-5 gradi, ma negli altri casi la situazione e' assai variabile.

Determinazione approssimativa dell'angolo di tiro

Come regola generale il proiettile produce nella lastra laminare un foro, tramite, tendenzialmente ellittico.
L'orientamento dell'asse dell'ellisse puo' fornire un indicazione di massima dell'angolo azimutale di tiro, ovvero il lato su cui era lo sparatore rispetto alla verticale del foro.

Un asse inclinato da ore 12 a ore 6 indica una posizione frontale rispetto al piano della lastra colpita

Un asse da ore 2 a ore 8 indica una colpo tirato da sinistra verso destra

Un asse inclinato da ore 4 a ore 10 indica un colpo tirato da destra verso sinistral



Analisi delle scene del crimine

Attenzione! le seguenti osservazioni non hanno valore di affermazioni, e pertanto rappresentano esclusivamente uno spunto di riflessione per un approfondimento

Dell'omicidio Mainardi-Migliorini sono recuperabili da pubblicazioni di vario genere le fotografie qui riportate. Sulla scorta della precedente trattazione il foro visibile sul parabrezza della 127 del Mainardi sembrerebbe esporre la craterizzqazzione d'uscita del proiettile sulla superficie esterna.
In realta' dall'immagine non e' realmente possibile stabilira se si tratti di craterizzazione primaria o di craterizzazione secondaria dovuta agli effetti dell'impatto del piombo del proiettile, ma l'apparenza sembra quella di un colpo sparato dall'interno verso l'esterno. In questo caso la conferma puo' venire solo dall'osservazione di entrambi i lati del tramite, e dal dislocamento delle schegge che vengono in genere eiettate verso l'esterno rispetto al lato d'impatto (dentro l'abitacolo o sul cofano a seconda del lato di sparo).







A confutazione dell'ipotesi precedentemente fatta, l'utente Mk108 ha eseguito una prova sperimentale su vetro non laminare che viene qui di seguito riportata:

Per gentile concessione di MK108

Possibili riferimenti di confronto sul reperto del parabrezza


Cratere secondario sul lato d'entrata del proiettile


Cratere primario sul lato d'uscita del proiettile


Conclusioni

COnsiderando attendibili gli elementi di confronto sopraindicati, in virtu' della prova sperimentale dovremmo concludere che nel caso in oggetto il colpo sia stato effettivamente sparato dall'esterno verso l'interno dell'abitacolo...


Alcuni autori sostengono che i finestrini delle auto delle vittime siano stati infranti precedentemente gli spari, qualcuno suppone addirittura che cio' sia avvenuto dopo. Allla base di queste ipotesi ci sarebbe la quasi costante distruzione massiva dei cristalli.
I cristalli in questione sono tutti verosimilmente in vetro temperato, e come abbiamo visto la disgregazione rapida e' una caratteristica di questo materiale. Il fenomeno e' inoltre accentuato quando il vetro sia solidale sui 4 lati con lo sportello, e quando questo sia a sua volta solidale con la scocca dell'auto, ovvero a sportello e finestrino chiusi. Questa dovrebbe proprio essere stata la situazione in cui e' iniziata la fase di sparo, e pertanto la disgregazione totale e' proprio quello che ci si deve aspettare in caso di colpi ripetuti di arma da fuoco.

5 commenti:

Tub ha detto...

Che ne pensate della suggestiva teoria dell'Avv. Filastò a proposito della frattura del finestrino lato guida delle auto di molti degli omicidi? Per chi non avesse letto il libro dell'ex difensore di Vanni, ricordo che l'Avv. Filastò sostiene che la frattura del vetro, visto che è totale, potrebbe essere opera di un corpo contundente, anzichè della pistola, che, infatti, non sarebbe in grado di produrre un effetto così devastante.
E questo per avvalorare l'ipotesi che a compiere gli omicidi fosse un poliziotto, che avvicinava le vittime con il pretesto di chiedere loro i documenti e di farsi, quindi, abbassare il finestrino, evitando di doverli frantumare lui con i colpi di pistola.
La condizione di distruzione integrale dei vetri, sarebbe, quindi, una messa in scena creata dall'omicida, per non portare gli inquirenti a sospettare che il killer fosse appunto un appartente alle Forze dell'Ordine.

master ha detto...

Ciao Tub

In realta' la disintegrazione del vetro temperato e' tutt'altro che eccezionale in questi casi, sebbene qualche dubbio in un paio d'occasioni mi viene. Parlo ad esempio della panda di Vicchio, dove 4 bossoli su 6 vennero trovati all'interno dell'abitacolo, indicando che attraverso il vetro non furono sparati che al massimo due colpi. Pero' per spiegare la frantumazione totale basterebbe che l'assassino avesse richiuso sbattendo lo sportello, e' se anche fosse rimasto qualche frammento attaccato quella ulteriore botta sarebbe stata sufficiente a far venire giu' tutto. L'ipotesi poi che abbia sparato quando i finestrini erano abbassati puo' essere facilmente confutata dai rilievi autoptici, in base sia alla presenza di ferite da schegge di vetro (che pare ci siano spesso) sia dall'osservazione delle ogive qualora queste siano recuperate in buono stato, ovvero non frammentate.

Tub ha detto...

Ah, capisco. Quindi, ancora una volta nessuna certezza...
In questa maledetta vicenda, sembra vero tutto e il contrario di tutto.
Ma, poi, in effetti, anche fosse vera la teoria del poliziotto, credo che alle vittime sarebbe comunque parso fin troppo strano vederne comparire uno a chiedere i documenti, di notte, in piena campagna, tanto da far loro decidere di non aprire subito il finestrino. E questo anche a patto che fossero disposti a cercare e ad esibire veramente i documenti allo sconosciuto, il quale, quindi, sarebbe stato costretto comunque a cominciare la sparatoria attraverso appunto i vetri dell'auto.

master ha detto...

Ciao Tub

Una precisazione: Da come l'ho scritto probabilmente il sensoi di qello che intendo parlando di ogive non frammentate non e' chiaro.
Quello che volevo dire e' che se sono state ritrovate ogive integre e' possibile valutare la presenza di un eventuale impatto precedente con il vetro, ed eventualmente anche la successione dei colpi attraverso il vetro gia' incrinato. Non so' se sia stato possibile accertarlo nei vari casi, pero' nelle valutazioni degli investigatori si e' sempre dato per scontato che i colpi siano stati portati attraverso il cristallo chiuso(tranne forse per Calenzano). Certo e' che per ammissione dello stesso Filasto' sui corpi delle vittime ci sono ferite da schegge, e risulta difficile immaginare come la rottura del vetro successiva agli spari possa aver procurato quelle ferite.

Per il resto l'ipotesi in se' del poliziotto non e' poi cosi' stravagante, magari che approccia la coppia per redarguirla sull'imprudenza di stare in quel luogo col mostro in circolazione. Pero' mi sembra francamente inverosimile che costui si possa essere presentato in divisa, col rischio oltretutto di macchiarla di sangue o di lacerarla vistosamente.

ciao

Amasiah ha detto...

A mio parere le tesi di Filastò, che personalmente trovo interessanti e tutto sommato meritevoli di approfondimento ( ad eccezione di quella dell' ispirazione filmologica che pare molto fantasiosa e non supportata da evidenze), sono tuttavia contraddittorie, così come spiegate e , sempre a mio parere, frutto di una volontà di rappresentare in modo troppo romanzesco vicende che sono probabilmente di più semplice realtà. In particolare ad esempio non si capisce come un poliziotto che sfrutti a suo vantaggio la divisa per avvicinarsi liberamente alla coppia abbia anche poi la necessità di frantumare un vetro che a quel punto, se stesse controllando i documenti , come asserisce l'avvocato, dovrebbe essere aperto.... o perchè a Scopeti spari in ginocchio davanti alla tenda anzichè in piedi con i due fuori che mostano i documenti , se la tecnica fosse quella...Al contrario le modalità di esecuzione propendono per un avvicinamento di soqquatto, come nel 74, quasi certamente in ginocchio da lato destro, a Vicchio, a Scopeti, come detto, a Giogoli dove si fa il giro del furgone mentre avrebbe potuto chiedere i documenti da di fronte... In tutti gli omicidi non vi sono tracce di possibili dialoghi con le vittime, ma all opposto, di una frenesia nello sparare tipica di una abnorme eccitazione che trova giustificazione e nell' immaginare cosa sta per fare e nella paura di non riuscire a freddare le vittime subito. Se fosse un poliziotto, che chiede alla future vittime di mostrare i documenti, li avrebbe freddati con un colpo singolo, massimo due, senza tutto quel casino...